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Quintana: Gubbini del Giotti il piu' veloce

La Quintana regala le prime emozioni. La prima sessione di prove libere infatti segna subito un record: per 6 volte, i cavalieri in pista sono scesi sotto i 54 secondi, il piu` veloce sabato sera è stato l`Animoso del Giotti Massimo Gubbini che in sella a Wind of Passion ha fermato i cronometri sul 53.28. Subito dietro si e` piazzato Pierluigi Chicchini con il suo Continuity. Il moro e` apparso in gran forma con altri due giri velocissimi sui 53 secondi; preciso e rapido anche Luca Innocenzi che in sella a Guitto ha fermato il tempo su 53.87 secondi. Il Fedele di Croce Bianca, Daniele Scarponi invece, con il suo Woman in Rose ha fatto la sua miglior proposta con il tempo di 53.44 commettendo pero` qualche errore su anelli e bandierine. Sono state buone tornate anche per gli altri binomi. Ottimo il lavoro della Commissione Tecnica dell`Ente presieduta da Lucio Cacace che ha presentato una pista veloce e sicura. 04/05/2015 17:59:00
La storia e la fiction del cinema: i finti morti della Grande Guerra. Se ne e' parlato a Perugia

Cominciamo dalla conclusione. Dal “paradosso che si potrebbe dire che la Grande Guerra è tutta una fiction, tranne i 10 milioni di morti”. Tragicamente veri. Sotto i riflettori di Giuseppe Ghigi, saggista e critico cinematografico, c’è il cinema e l’immaginario che quest’ultimo, nelle sue varie declinazioni, ha costruito intorno alla Prima Guerra mondiale e depositato a livello individuale e collettivo. Tema decisamente attuale in una società tanto tempestata di immagini quanto incapace di saperle leggere. Un invito, perché no, ad insegnare a guardare le immagini. L’analisi è frutto di una lunga ricerca fatta dallo stesso Ghigi, intervenuto ieri a Palazzo Graziani sul tema “Sono morto per finta: dai cinegiornali alla fiction. La Grande guerra al cinema” inserito del ciclo di incontri organizzato dalla Fondazione Cariperugia Arte e legato alla mostra voluta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia allestita a Palazzo Baldeschi. Un ricco lavoro di indagine che si snoda tra i meandri della storia e lo spazio della finzione confluito nel libro "Le ceneri del passato. Il cinema racconta la Grande guerra” dove vengono passati in rassegna i tantissimi film realizzati intorno al primo conflitto mondiale a partire dai cine giornali, nati nel 1908, fino al classico di Monicelli La Grande Guerra. Non dimentichiamo che quel terribile conflitto fu il primo ad essere narrato attraverso le immagini. Ma che cosa vede il pubblico, cosa vediamo noi? Noi crediamo di vedere la verità eppure nella maggior parte dei casi non è così. Ghigi ci guida in un processo di decostruzione e ricostruzione che parte sin dalle origini, dal cinema “dal vero” che racconta la Grande Guerra. E ci spiega che piano piano la narrazione cinematografica ha condensato alcune figure che si sono stabilizzate nel tempo, prime fra tutte l’entrata in guerra, i cannoni, l’arruolamento dei soldati per poi entrare nel pieno della battaglia e dell’incontro con il nemico fino al ritorno a casa. Pur nelle variazioni, ciascuno di questi topos si riproduce nel tempo in modo simile. Ma se si vanno ad analizzare tali figure, vediamo che già all’epoca il cinema “dal vero” narrava e simulava. Ciò non significa che falsificava, ma in ogni caso narrava e, quindi, mediava la realtà raccontandola. Per quanto riguarda la Prima guerra mondiale ciò significa che, ad esempio, la clamorosa scena di battaglia di “Battle of the Somme”, film del 1916 nonché il pòiù visto della storia del cinema prima dell’arrivo di Guerre Stellari, “era falsa ed è stato provato”, rileva Ghigi ponendo l’attenzione sul fatto che la scena dell’assalto della durata di circa un minuto e mezzo che mostra feriti e morti fu appositamente costruita, forse perché le poche immagini effettivamente riprese sul campo all’inizio della battaglia dai due cameramen - Geoffrey Malins, uno dei primi operatori ufficiali inviati in Francia e J.B. McDowell - furono considerate insoddisfacenti per impatto visivo. Nell’impossibilità di mostrare la guerra, la fiction funzionò così bene sul fronte della propaganda da spingere 400mila soldati inglesi ad arruolarsi come volontari. E’ evidente che il film ha trovato un terreno fertile in un contesto in cui gli inglesi credevano di combattere una guerra giusta, in nome della libertà e della civiltà. E anche se quelle immagini narravano di una battaglia che aveva enormi costi, bisognava affrontarli. Un anno dopo non sarebbe stata la stessa cosa, così come oggi “Battle of the Somme” viene visto come un film di denuncia nei confronti della guerra, ma nel 1916 fu letto sotto un’altra ottica, almeno dagli inglesi. Diversamente, le immagini del film che riprendono gli inglesi dopo il primo giorno di battaglia con i prigionieri tedeschi secondo Ghigi possono essere ritenute autentiche, perché i soldati guardano la macchina da presa. E nonostante avrebbero dovuto quantomeno essere stremati dai combattimenti, tutti sorridono, persino i prigionieri, due dei quali escono dalla fila per tornare indietro e farsi riprendere di nuovo. A testimoniare la potenza del cinema, che però nella maggior parte dei casi si muoveva tra falsificazioni e riprese verosimili. E’ il potere dell’immaginario prodotto dall’estetica delle immagini. Basti pensare – aggiunge ancora Ghigi - che la foto del soldato francese che avanza verso le linee nemiche ripreso frontalmente mentre sta per cadere, foto divenuta icona della Grande Guerra, è falsa. L’immagine derivava da un film del 1927 per il quale venne realizzata una brochure contente tale foto che poi fu estrapolata, se ne perse l’origine e nessuno si chiese più da dove provenisse. Difficile pensare che ci fosse un fotografo davanti a quel soldato, fotografo che sarebbe morto dopo pochi secondi se fosse uscito dalla trincea, e tanto meno che sarebbe stato così fortunato da avere in perfetta posizione gli strumenti per le riprese. Ma anche in questo caso il falso rappresenta il vero: sono morto per finta. 04/05/2015 18:47:00
Domani lo sciopero nelle scuole, anche in Umbria. Per la Cisl "un segnale contro il verticismo"

Lo sciopero di domani, 5 maggio, sarà per Ivana Barbacci il primo al quale parteciperà come segretario nazionale della Cisl Scuola. L’elezione di mercoledì scorso, da parte del Consiglio Nazionale della categoria è stato vissuto dalla Cisl e dalla Cisl Scuola dell`Umbria come motivo di grande orgoglio. Un canale privilegiato, che permetterà di dare maggiore incisività alle questioni sollevate dai lavoratori e dalle lavoratrici dell’Umbria. "Una mobilitazione - scrive la Cisl - che vede unite ormai da settimane la Cisl Scuola con le altre sigle sindacali e che manifesterà tutti i disagi vissuti dai lavoratori della scuola. Questioni che sono state espresse nel corso delle numerose assemblee di queste settimane e che troveranno visibilità in un momento di grande e democratica partecipazione. “Il personale della scuola umbra –ribadisce la segreteria della Cisl Scuola- confluirà nella manifestazione di Roma. A questo proposito le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto di categoria hanno organizzato autobus che partiranno dai principali centri della nostra regione”. Ad enucleare gli obiettivi dello sciopero il Segretario Nazionale della Cisl Scuola Ivana Barbacci, che in Umbria ricopre anche l’incarico di segretario generale regionale della categoria. “Con lo sciopero di domani ci vogliamo opporre alla precarietà. Stabilizzazione, quindi, del lavoro non soltanto del personale che si trova nelle graduatorie ad esaurimento. E poi, definizione di un organico realmente adeguato ai bisogni delle scuole, sostegno dell’autonomia basato sull’effettivo impiego delle risorse e che abbia come scopo la costruzione di una scuola inclusiva, basata su un modello cooperativo. E’ necessaria una diversa considerazione e una più consapevole valorizzazione – ha aggiunto Barbacci- di tutte le professionalità operanti nelle scuole, compreso il personale Ata e, quindi, l’apertura di un tavolo di confronto sul rinnovo contrattuale, che riguardi sia gli aspetti economici che quelli del profilo professionale”. La Cisl Scuola si impegna contro un’idea di scuola verticistica ed esasperatamente competitiva, difendendo la scuola della Costituzione".04/05/2015 19:20:00
Furto giubbotto in negozio Perugia, denunciato tunisino

Ha rubato un giubbotto in un negozio di Corso Vannucci, a Perugia, poi si e` seduto sulla scalette del duomo: lo hanno trovato li` gli agenti del posto di polizia di via Bartolo, che poco prima avevano sentito la commessa di negozio e subito dopo avevano visionato i filmati delle telecamere di sorveglianza urbana. L`uomo, un 37enne tunisino, ha prima negato di aver compiuto un furto, ma i poliziotti gli hanno trovato il giubbotto in un borsello che aveva con se`. Portato in questura - riferisce stamani la polizia - il maghrebino ha dichiarato delle generalita` risultate false. E` stato quindi denunciato per furto aggravato e per false attestazioni a pubblico ufficiale circa la propria identita`.04/05/2015 16:31:00
Citerna. Approvato il bilancio consuntivo dell'amministrazione comunale.

Il Consiglio Comunale di Citerna ha approvato il bilancio consuntivo inerente l’esercizio 2014 sul quale ha relazionato l’Assessore, Avv. Benedetta Barberi Nucci. Il Bilancio si è chiuso in positivo, con un avanzo di amministrazione di circa € 49.000,00, che costituisce un buon risultato nonostante i tagli e l’incertezza normativa sempre crescente sui trasferimenti da parte dello Stato e della Regione a discapito delle casse Comunali, basti pensare, su tutti, all’Imu agricola prelevata e poi reintegrata. E’ stato evidenziato il rispetto sia del patto di stabilità che degli obbiettivi, individuati in sede di previsione, di mantenimento della spesa per il sociale ove il Comune sopperisce, in settori quali le mense scolastiche ed i trasporti, nell’ordine del 43% e dell’80%. Sono stati rispettati tutti i parametri strutturali, è diminuita la spesa corrente, è stata contenuta la spesa per il personale ed è diminuito l’indebitamento in merito al quale si è fatto ricorso alla rinegoziazione dei mutui. 04/05/2015 15:15:00
Citerna. Grande partecipazione al "Giro dei Tre Paesi".

Quasi 300 atleti hanno partecipato al "Giro dei Tre Paesi", la corsa podistica di km 12 che si è disputata il primo maggio scorso a Pistrino. La gara podistica si è svolta lungo un percorso che da Pistrino ha attraversato Citerna e Fighille, con arrivo nuovamente a Pistrino. La manifestazione, giunta alla sua quarta edizione, ha riscosso un grande successo, ed è stata organizzata dall`amministrazione comunale di Citerna grazie alla preziosa collaborazione delle associazioni di volontariato del territorio e di Patrizio Lucchetti della Olimpyc Runners di Lama. Un importante evento che è stato fortemente voluto e sostenuto dall`amministrazione comunale che, per voce dell`Assessore allo Sport, ha spiegato l`importanza di questa pratica sportiva, che permette di promuovere la salute attraverso lo sport.04/05/2015 15:17:00



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