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Comunanza Agraria appennino gualdese, incontro con la 1ª commissione consiliare allargata

Comunanza Agraria appennino gualdese, incontro con la 1ª commissione consiliare allargata. Alla ricerca di possibili soluzioni in un contesto sempre piu' grave e difficile.

L’incontro promosso dalla presidente Venturi, allargato ad associazioni di categoria e ai soggetti Rocchetta SpA e Comunanza Agraria, è stato senz’altro utile.

Così scrive in una nota la Comunanza agraria dell'appennino gualdese all'indomani del consiglio comunale aperto delle scorse settimane, seguito alla riunione convocata dal sindaco Presciutti cui era mancata proprio la presenza di rappresentanti del sodalizio montano.

"Tutti i partecipanti - scrive polemicamente la Comunanza - hanno potuto constatare l’atteggiamento ostativo, a tratti denigratorio, dell’A.D. di Rocchetta SpA che si è dimostrato tutt’altro che intenzionato a trovare soluzioni nel rispetto della Legge e dei diritti della collettività gualdese. Recentemente vi sono state Autorità che si sono espresse confermando quanto sempre sostenuto dalla Comunanza e dai suoi tecnici a riguardo delle responsabilità e della situazione nella gola della Rocchetta. Le uniche preoccupazioni emerse anche nell’ultimo consiglio comunale aperto sono state invece quelle di minimizzare e ignorare le responsabilità in uno dei più grandi disastri ambientali del territorio, che ci ha sottratto uno dei luoghi più cari e preziosi. Il Commissario agli Usi Civici si era già espresso circa la potenziale abusività delle opere: i terreni su cui insistono pozzi e altre pertinenze sono tuttora sotto sequestro preventivo, con effetti temporaneamente sospesi su richiesta dell'azienda e su consenso di questa Comunanza, in attesa di una sentenza ormai prossima. Lo studio di bacino più recente ed esaustivo, commissionato dalla Regione e svolto nel 2006 dall'Università di Perugia e in genere ignorato dai nostri amministratori pubblici, per quanto incompleto ha chiaramente stabilito che la risorsa idrica nel nostro bacino sarebbe calata del 18% (tabella 7.1.1) del periodo sino al 2033, purchè “persistano i trend di temperatura e piovosità rilevati nel periodo 1959-2002” (pag.43) altrimenti, com’è evidente, le cose sarebbero peggiorate. Nonostante l'estrema chiarezza di questi dati scientifici, nonostante i trend climatici siano peggiorati e i prelievi aumentati, a tutt’oggi nessuno dei soggetti interessati vuole un nuovo studio di bacino, completo e definitivo, che sveli alla comunità il reale stato di salute del proprio “tesoro”, ovvero del bacino idrico gualdese, e continuano senza sosta i prelievi forzati in profondità da parte di Rocchetta. La recente Legge 168/2017 ha ribadito che gli ordinamenti giuridici primari come la Comunanza Agraria Appennino Gualdese hanno il dovere e la piena autorità di tutela dei diritti della collettività e del patrimonio naturale e ambientale, nonché dei corpi idrici: urgenze ecologiche fondamentali che sono state completamente ignorate dalle attuali amministrazioni. Tutte queste premesse, e ciò che succederà nei prossimi mesi, rendono la situazione sempre più grave e necessiterebbero di un cambio di rotta, ovvero di una reale volontà di dialogo nel pieno rispetto dei diritti di ciascuno e della Legge. Incredibilmente, la posizione manifestata chiaramente lunedì scorso da Rocchetta SpA continua ad essere quella di non voler riconoscere la Legge 168 e i proprietari dei terreni come soggetto con cui doversi confrontare. Non bastasse questo, Rocchetta SpA ha espresso chiaramente la volontà di non procedere al ripristino delle pertinenze nella Valle della Rocchetta come previsto dalle attuali normative. Di fronte a tale spregiudicato atteggiamento il complice silenzio di Regione e Comune si fa ancora più assordante. La situazione è ormai gravissima. Sono evidenti gli elementi di crisi, forse non economica ma sicuramente ambientale, di abusività e di non rispetto di norme e diritti che molti fingono di non vedere; uniti al fatto che è entrata in vigore la nuova convenzione fino al 2040 che prevede altri obblighi per il concessionario anch’essi tuttora ignorati, rendono non più valida la precedente proposta di conciliazione. Ad oggi, stante l’aggravarsi del contesto e volendo trovare una strada per la salvaguardia anche dell’impresa e dei posti di lavoro, l’unica proposta che possiamo avanzare nel pieno rispetto della Legge, dei diritti della comunità e dei doveri statutari del nostro Ente, prevede la chiusura immediata dei pozzi e il prelievo della sola acqua di sorgente, unica soluzione che garantisce la tutela del bacino idrico e della risorsa acqua in assenza di studi di bacino certi e di affidabili sistemi di monitoraggio. Da parte nostra abbiamo comunque manifestato in commissione la piena disponibilità a valutare qualsiasi proposta efficace di collaborazione e di utilizzo anche commerciale della risorsa acqua, a condizione ovviamente che si persegua la tutela della risorsa stessa. Terremo sempre in piena considerazione, come base di dialogo, qualsiasi progetto che rispetti le regole dell'uso civico e i diritti della Comunità sulle proprietà collettive e sul corpo idrico, che deve essere tutelato e controllato dalla Comunanza Agraria, nonostante questi argomenti più che seri abbiano suscitato immotivata ilarità nei rappresentanti dell’azienda Rocchetta. Non possiamo farlo, ovviamente, al di fuori della Legge e dei principi costituzionali che, a maggior ragione in questo momento di grave crisi, invitiamo a seguire come unico faro condivisibile da tutti.

Gubbio/Gualdo Tadino
22/08/2019 12:22
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