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L’apocalisse a Gualdo Tadino, ‘Psicostasia’ turba il pubblico: inferno o paradiso?

L'apocalisse a Gualdo Tadino, 'Psicostasia' turba il pubblico: inferno o paradiso? Solleva interrogativi l'opera di Dino Valls, protagonista della mostra 'La stanza segreta'.

Può tanta bellezza provocare, insieme a un senso di piacere, confusione, vertigine, estraniamento, capogiro e inquietudine? È quello che sta succedendo in Umbria a Gualdo Tadino, con il grande polittico di Dino Valls, Psicostasia, opera protagonista della mostra ‘La stanza segreta. Capolavori della figurazione contemporanea dalla Collezione Massimo Caggiano’, a cura di Vittorio Sgarbi e Cesare Biasini Selvaggi, ospitata fino al 27 ottobre nella Chiesa monumentale di San Francesco. C’è un filo sottile che separa il godimento dal dolore. L’arte da sempre, quando è vera e profonda, è in grado di provocare sentimenti incredibilmente contrastanti. Il polittico di Valls dà una risposta ai tanti segreti che da secoli turbano i pensieri dell’uomo, si interroga sul destino dell’individuo e dell’umanità. Lo spagnolo Dino Valls, gigante dell’arte di figurazione contemporanea, agevolato nella riproduzione dell’anatomia umana dalla professione di medico (mai praticata per dedicarsi totalmente alla pittura) è riuscito a sconvolgere e turbare i pensieri degli innumerevoli visitatori che accorrono curiosi davanti all’opera Psicostasia, etimologicamente ‘pesa delle anime’, e vivono fisicamente il Giudizio universale descritto nel Libro dell’Apocalisse. Il Polittico ha la forma di un doppio crocifisso che richiama la scuola toscana del XIII secolo, sull’esempio di Cimabue e Giotto. Al centro i corpi e i volti acerbi di due gemelle siamesi in equilibrio che incarnano il ruolo di bilanciere tradizionalmente attribuito all’Arcangelo Michele, nell’atto di pesare in una mano un putto, la testa di un bambino sopra un uccello morto in un piattino, e nell’altra il capo reciso di un adulto, ferito nel mezzo della fronte. Psicostasia è un viaggio escatologico che promette di trovare la pietra filosofale attraverso un’iconografia labirintica che consentirà il passaggio verso l’Eterno, la conquista dello stato di grazia. Campeggia su tutto il motto alchemico che recita: ‘Visita interiorem terrae rectificando invenies operae lapidem’, dall’acrostico Vitriol che significa infatti ‘Visita l’interno della terra e con successive purificazioni troverai la pietra nascosta’. Non solo, dunque, l’itinerario alchemico di lavorazione e trasformazione della materia prima finalizzato a realizzare il raggiungimento della Conoscenza, ma anche una sorta di invito a indagare dentro noi stessi, nella propria anima e nel proprio spirito per purificarsi. Non si sa se chi guarda l’opera veramente svelerà il segreto e troverà la ‘conoscenza eterna’, ma si può certamente concludere con la classica frase ‘Chi vivrà, vedrà’. Sta di certo che vale la pena recarsi a Gualdo Tadino per osservare, oltre a questo dipinto, la mostra ‘La stanza segreta. Capolavori della figurazione contemporanea dalla Collezione Massimo Caggiano’, una strepitosa selezione di capolavori, 70 opere di 40 artisti, il fior fiore della Collezione Massimo Caggiano, una delle raccolte d’arte contemporanea più significative e rappresentative soprattutto per l’Italia, ma non solo, degli ultimi trent’anni di pittura e scultura d’immagine, sia per la qualità delle opere scelte sia per l’ampiezza del panorama artistico, anche internazionale, che vi è documentato. Un mondo ancora per lo più poco conosciuto e accessibile di cui la Chiesa monumentale di San Francesco ospita una selezione di capolavori a firma di alcuni dei più importanti nomi del ritorno della pittura e della scultura nella storia dell’arte italiana e internazionale dagli anni Ottanta del XX secolo: Alberto Abate, Hermann Albert, Giuseppe Bergomi, Carlo Bertocci, Lorenzo Bonechi, Aurelio Bulzatti, Sergio Ceccotti, Marco Chiucchiarelli, Valentina Cipullo, Eleonora Ciroli, Marco Cornini, Paolo dell’Aquila, Stefano Di Stasio, Stefania Fabrizi, Paolo Fiorentino, Carlos Forns Bada, Lino Frongia, Alberto Gálvez, Paola Gandolfi, Sean Henry, Harry Holland, Anna Keen, John Kirby, Jan Knap, Massimo Livadiotti, Carlo Maria Mariani, Salvatore Marrone, Sigfrido Martín Begué, Gianluca Martucci, Alberto Mingotti, Luca Morelli, Philip Pearlstein, Lithian Ricci, Lily Salvo, Livio Scarpella, Paolo Schmidlin, Dino Valls, Luca Valotta, Angela Volpi (e Massimo Caggiano stesso in qualità di designer). L’esposizione è promossa dal Polo Museale città di Gualdo Tadino, con il patrocinio del Comune di Gualdo Tadino e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.

Gubbio/Gualdo Tadino
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