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Vinitaly 2019, i vini umbri hanno raccontato e narrato una regione intera

Vinitaly 2019, i vini umbri hanno raccontato e narrato una regione intera. Il padiglione Umbria presente con 54 cantine.

Vini, vitigni, produttori e territori che hanno saputo raccontare e narrare una regione intera. I vini dell’Umbria, in abbinamento ad altre eccellenze gastronomiche della regione, si sono promossi al Vinitaly 2019 dal 7 al 10 aprile scorsi per conquistare sempre più un ruolo da protagonisti in ambito nazionale e nel mondo grazie ad una presenza più nutrita delle cantine umbre. A VeronaFiere il padiglione Umbria, con una grafica nuova sotto il claim ‘Umbria wine experience’, si è presentato più accogliente che in passato (1.000 mq, posizionato strategicamente vicino all’ingresso e accanto a grandi terre del vino come Veneto, Sicilia ed Emilia Romagna) e con il maggior numero di cantine sotto lo stesso tetto di sempre. Nella straordinaria vetrina internazionale del Vinitaly sono state valorizzate, con orgoglio, le produzioni umbre continuando a puntare su elementi di forza come qualità e legame indissolubile con il territorio in cui sono prodotti i vini che per questo li rende anche unici. Produzioni che racchiudono in sé le grandi capacità dei vitivinicoltori umbri, ma anche la bellezza del paesaggio, dell’ambiente e del territorio in cui nascono. Per il presidente di Umbria top wines, che ha organizzato e coordinato la trasferta veronese, quello del Vinitaly è stato un ulteriore importante passaggio per le azioni comuni e in maniera sinergica da portare avanti tra cantine e istituzioni: “Non ci sentiamo piccoli, siamo ormai grandi, plurali ma sempre più uniti” ribadisce Francesco Strangis a bilancio della fiera. Una partecipazione che ha testimoniato la vitalità e la voglia di crescere e innovarsi del mondo del vino umbro, sostenuto in maniera determinante in questa sfida dalla Regione Umbria, con le risorse del Programma di sviluppo rurale e con diversi strumenti (bando PSR Umbria 2014-2020 Mis. 3.2.1). “Siamo da sempre al fianco del mondo del vino umbro – afferma l’assessore regionale alle politiche agricole Fernanda Cecchini – che investe per innalzare la qualità, il miglioramento delle produzioni regionali, lo sviluppo di nuovi prodotti e tecnologie sostenibili con l’ambiente, per accrescere la notorietà e la commercializzazione sui mercati”. Cecchini evidenzia inoltre “l’importanza di una regione che si muove in maniera unitaria”. Per l’assessore in Umbria è infatti “cresciuta la capacità di fare massa critica e agire in mercati esterni, oltre alla qualità del nostro vino”. “Oggi abbiamo vini migliori e più competitivi – aggiunge Cecchini – ma bisogna fare ancora meglio, unire le forze e aggregandoci sempre di più”. In maniera sinergica è stata così presentata l’Umbria enoica, ma non solo, “perché il vino è vettore di attrazione turistica per la promozione di tutta la regione” come ha sottolineato la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini durante la presentazione delle iniziative coordinate da Umbria top wines nel corso della giornata inaugurale. Il Vinitaly per Marini “è stata l’occasione per legare il racconto dei vini umbri e di aree importanti della regione con l’identità della nostra terra. Promuovere il vino – ha detto – significa promuovere la regione come territorio”. “Con le nostre azioni – ha affermato la presidente della Regione – facciamo sì che la promozione internazionale sia più possibile coordinata. Poi ci sono i grandi che si distinguono e che grazie anche al successo della propria cantina e del prodotto vogliono sottolineare la loro specificità. Però credo che una regione come l’Umbria abbia bisogno oggi di investire nei consorzi, nella cooperazione e nella filiera e in lavoro di squadra che ci permette di essere anche al Vinitaly con questa forma”. In questi giorni veronesi del Vinitaly è stato anche sottolineato che l’Italia si conferma tra i primi produttori del mondo e che vola l’export così come i prezzi delle vigne. Gli esperti in più occasioni hanno ripetuto che per crescere ancora occorre fare sistema. Nel suo “piccolo” l’Umbria lo ha capito presentandosi quest’anno maggiormente in maniera unitaria, ma sempre plurale. Così come è stato detto che a sostenere tutto il movimento del vino saranno in futuro sempre più le piccole e giovani cantine “artigianali”, con Umbria top che al suo interno, oltre a quelle storiche, ne può vantare molte con queste caratteristiche. “Un grazie particolare va, oltre che alla Regione Umbria, soprattutto alle 54 realtà vitivinicole che hanno animato un padiglione Umbria sempre più vivo, proprio come l'universo enoico della nostra regione” ha sottolineato ancora Strangis di Umbria top per poi aggiungere: “Era il 2009 quando, per la prima volta, la gran parte delle aziende vitivinicole di produzione regionale si sono unite a costituire un nuovo gruppo, con l’obiettivo di raccontarsi e farsi ‘assaggiare’ dal mondo. E’ nata così Umbria Top, una società cooperativa che rappresenta, fin dalla sua nascita, produttori differenti tra loro: grandi e storiche aziende che producono oltre 3.000.000 di bottiglie all’anno, ma anche realtà che gestiscono 4/5 ettari di terreni, con produzioni di altissimo pregio e quantità limitate. Attualmente sono socie 95 aziende umbre del settore, oltre che i 4 consorzi di tutela”. Da Verona arriva anche un ulteriore appello all’unità per far diventare il padiglione Umbria rappresentativo di tutto il mondo produttivo umbro con la presenza dei vini delle altre cantine che si presentano singolarmente, per una più completa “enoteca regionale”. Oltre alle 54 dello stand Umbria erano infatti presenti anche quelle cantine che storicamente hanno uno spazio proprio al Vinitaly. Venendo ai numeri, il Vinitaly in generale (la 53/a edizione chiude con 125 mila visitatori da 145 nazioni) registra un costante aumento nella qualità e nel numero dei buyer. Quelli esteri accreditati crescono del 3% per 33 mila presenze. Nella top five di Vinitaly delle provenienze degli operatori da Stati Uniti (+2% sul 2018) seguiti da Germania (+4%), Regno Unito (+9%), Cina (+3%) e Canada (+18%). Mentre il Giappone incrementa dell’11% il numero dei buyer. Alla edizione più grande di sempre, per quattro giorni sono stati presenti 4.600 aziende espositrici (130 in più dello scorso anno) da 35 nazioni su 100mila metri quadrati netti espositivi. A bilancio del padiglione Umbria, grazie al sondaggio effettuato, le cantine umbre si dichiarano fiduciose sui risultati post evento per un potenziale incremento dei loro mercati. I dati raccolti parlano di oltre 900 buyer incontrati, con oltre 500 esteri (in maggioranza dall’Europa, Cina/Asia, Stati Uniti, Canada, ma anche da Svizzera e Russia) e oltre 400 italiani. Durante il Vinitaly il padiglione Umbria, oltre ai banchi d’assaggio delle cantine e alle iniziative BtoB dedicate alle delegazioni estere di buyers, ha offerto un ricco calendario di iniziative con degustazioni sensoriali a cura di Antonio Boco, cooking show con lo chef Giancarlo Polito, convegni, momenti d’incontro e presentazioni. Tanti infatti sono stati gli appuntamenti realizzati in collaborazione con i Consorzi di tutela dei vini di Montefalco, Torgiano e Orvieto, Assogal Umbria (Media Valle del Tevere, Ternano, Valle Umbra e Sibillini, Alta Umbria, Trasimeno-Orvietano), grazie al quale con speciali cuffie wireless il fruitore ha potuto isolarsi e proiettarsi nei suoni e nei colori dell’Umbria con video specifici abbinati ai vini in degustazione, il neonato Consorzio Umber (cantine cooperative umbre), il Consorzio di tutela del Prosciutto di Norcia Igp (22 i prosciutti affettati con 2.500 piattini forniti alle aziende vitivinicole e tanto apprezzamento da parte dei visitatori per questo prodotto tipico), il Parco tecnologico agroalimentare dell’Umbria 3A e il Feamp (Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca) per la promozione di prodotti della pesca professionale e dell’acquacoltura regionale.

Perugia
11/04/2019 16:12
Redazione
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