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Incidente sul lavoro a Gubbio: muore operaio di 31 anni
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24/05/2008
09.54
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Un operaio, Roberto Renzini, 31 anni, è morto ieri pomeriggio in seguito ad un incidente sul lavoro avvenuto a Ponte d`Assi, nei pressi di Gubbio, sotto gli occhi del padre. Ferito non gravemente ad una gambaun altro operaio
Roberto Renzini, 31 anni. E’ l’ennesima vittima di un incidente sul lavoro. E’ accaduto nella frazione di Pontedassi, presso la ditta “auto demolizioni Ciliegi”, addetta allo smaltimento di materiale ferroso. L’episodio intorno alle 15,30, quando l’operaio umbertidese, che aveva da poco preso residenza a Sangiustino e che doveva convolare a nozze il prossimo 23 agosto, era intento, insieme al padre e ad altri tre colleghi, a scaricare il materiale, tra cui due bombole di anidride carbonica, dall’autocarro di sua proprietà. Dopo aver terminato le operazioni senza problemi, ecco che avviene l’impensabile. Una delle due bombole, probabilmente danneggiatasi nella caduta, perde la valvola di sicurezza, il gas che ne fuoriesce funge da reazione e l’oggetto, pesante circa 60-70 chilogrammi, si proietta improvvisamente e a grande velocità verso il povero Roberto, che muore sul colpo dopo essere stato colpito al torace. Subito è stata chiamata un’ambulanza del 118; accorsi sul posto, i sanitari hanno provato a rianimare l’operaio 31enne con un massaggio cardiaco, ma purtroppo era già troppo tardi. Immediato anche l’intervento dei militari del Nucleo Operativo, del Radiomobile dei carabinieri di Gubbio e del personale del dipartimento prevenzione dell’Asl 1, che hanno cercato di ricostruire la dinamica di questa tragica vicenda, anche se le cause e i meccanismi sono ancora da accertare. Dopo circa un’ora sono arrivati anche i vigili del fuoco per rimuovere la bombola che ha fermato la sua corsa ad almeno 60 metri fuori dalla recinzione. Successivamente il corpo del giovane umbertidese è stato trasportato presso l’obitorio dell’ospedale comprensoriale di Branca. Dei quattro che erano insieme al Renzini, soltanto uno è rimasto leggermente ferito ad una gamba, gli altri, ancora fortemente scioccati, sono rimasti illesi. Tra questi il padre di Roberto, che non riusciva a darsi pace e che, prima che il corpo venisse portato via dall’auto della ditta di pompe funebri, ha voluto salutare per l’ultima volta con un bacio suo figlio, a terra coperto da un telo verde; anche la madre è arrivata più tardi sul luogo, ma opportunamente non è stata fatta avvicinare sul punto in cui era disteso Roberto. Anche le persone che lavoravano nelle aziende vicine si sono subito rese conto della gravità dell’accaduto. All’interno di una di queste, i dipendenti, nel corso di una riunione, hanno avvertito una forte botta, che ha fatto addirittura tremare i vetri dell’ufficio. 23 maggio 2008, ancora un morto sul lavoro. Morire per guadagnarsi lo stipendio, uno dei problemi più seri che la società e il mondo politico stanno affrontando, un problema che sembra però molto lontano dall’essere risolto.
M.Ersilia Tinti
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