Lo Stendardo della Santissima Trinità di Raffaello, prima opera completamente autografa dell’artista, è tornato a casa, nella sua Pinacoteca Comunale di Città di Castello, che per l’occasione l’ha accolto con un nuovo allestimento, dedicato allo Stendardo, ora nella rinnovata “Sala Raffaello” e a Luca Signorelli.
Dopo l’importante intervento di restauro condotto dall’Istituto Centrale per il Restauro di Roma e dopo la partecipazione alla mostra internazionale “Raphael: Sublime Poetry”, ospitata al Metropolitan Museum of Art di New York, Città di Castello ha celebrato il ritorno di uno dei suoi capolavori più preziosi.
L’opera. Lo stendardo, dipinto a olio, è in realtà composto da due tele di circa 167 x 94 cm, che un tempo formavano le due facce di un unico gonfalone processionale: un manufatto che veniva portato per le vie della città durante le feste religiose. Lo aveva commissionato la Confraternita della Santissima Trinità. Su un lato compare la Trinità con i santi Sebastiano e Rocco, i due protettori tradizionalmente invocati contro la peste, mentre sull’altro è raffigurata la Creazione di Eva, con Dio Padre che trae la donna dal fianco di Adamo addormentato in un paesaggio che richiama da vicino la campagna umbra. Non è un dettaglio casuale: secondo una parte della critica, lo stendardo sarebbe un vero e proprio ex voto, commissionato al termine di una grave epidemia di peste che colpì Città di Castello tra il 1497 e il 1499 - ricerche d'archivio recenti hanno permesso di fissare la fine del contagio entro il gennaio di quell'anno. L’opera appartiene al primissimo periodo tifernate di Raffaello, quando il giovanissimo pittore arrivò in città, secondo Vasari, proprio mentre il Perugino la lasciava per Firenze.
Il restauro. L’esito più significativo dell’intervento è rappresentato dal recupero di un’estesa porzione del disegno preparatorio originale, tracciato da Raffaello direttamente sulla tela prima della stesura della preparazione. Rimasto finora nascosto sotto i materiali accumulatisi nel corso dei restauri storici, il disegno è oggi leggibile nelle aree prive di pittura e offre una testimonianza diretta del processo creativo dell’artista.
Città di Castello/Umbertide
13/07/2026 13:22
Redazione