"Cordoglio e vicinanza alla famiglia, al Vescovo diocesano, alla comunità ecclesiastica e alla Congregazione delle Piccolo Ancelle del Sacro Cuore, dove risiedeva negli ultimi anni" sono stati espressi dal sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta, per la morte di monsignor Cesare Pazzagli, rettore del Santuario di Canoscio "punto di riferimento religioso e non solo - ha ricordato il sindaco - protagonista di numerose iniziative di carattere sociale e sportivo".
"Monsignor Cesare Pazzagli - ha detto il sindaco Bacchetta, secondo quanto riferisce una nota del Comune - ha rappresentato per intere generazioni di tifernati e altotiberini, giovani in particolare, un punto di riferimento che spesso andava anche al di là del ruolo ecclesiastico che ha sempre svolto nel segno dell' appartenenza alla comunità locale, ai fedeli, ai cittadini". "La Chiesa tifernate, la comunità locale oggi è più povera. La scomparsa di monsignor Pazzagli - ha aggiunto - lascia un vuoto che potremo cercare in parte di colmare, seguendo, ognuno nel proprio ambito e nella distinzione dei ruoli, il suo insegnamento di semplicità, altruismo, vicinanza a tutti coloro che si trovano in difficoltà, ai giovani che sono stati sempre al centro delle sue numerose attività in parrocchia, negli oratori e nello sport". "Un monsignore-sportivo appassionato di calcio, dei colori biancorossi" come ha tenuto a sottolineare anche l' assessore allo Sport, Massimo Massetti, che unendosi al cordoglio del sindaco e dell' amministrazione comunale ricorda "l' impegno concreto e competente di monsignor Pazzagli alla guida di società sportive, nel calcio e l' amore per il Città di Castello ed il suo glorioso passato, che spesso lo hanno visto protagonista anche in tribuna al "Bernicchi" ad assistere ad avvincenti incontri di calcio".