Avanti per 2 set a 0 e con due palle-match a disposizione nel terzo, la Sia Coperture San Giustino subisce il ritorno di una Montesport Montespertoli mai doma, poi riprende in mano la partita e si impone al tie-break, conquistando due punti comunque pesanti in uno scontro diretto al termine di 2 ore e 20 minuti di gioco effettivo davanti ai circa 200 spettatori del PalAlessandro, fra i quali anche una buona rappresentanza di tifosi biancazzurri. Stessa identica dinamica della sfida di andata al PalaVolley. Certamente, quel successo pieno che oramai era alla portata della formazione di Pietro Camiolo avrebbe prodotto un prezioso margine di +5 sulla zona retrocessione, ma l’importante era comunque vincere e anche il +3 permette un tantino di respirare. La seconda impresa esterna si è pertanto trasformata da comoda in sofferta, confermando in pieno il leit-motiv di questa stagione. Da rimarcare, per la Sia Coperture, l’eccellente contributo di Valentina Barbolini (19 punti), la garanzia in difesa del libero Elitza Krasteva, le buone prestazioni della coppia centrale Spicocchi-Rosa e il recupero di Giulia Bartolini, meritevole della fiducia accordata dall’allenatore; poi, al quinto set, determinante anche Camilla Cornelli. San Giustino sale a quota 14 e agguanta Bastia, anche se ora ricomincia il ciclo di ferro e diventa necessario alzare il livello delle prestazioni per sperare di cogliere imprese fondamentali in chiave salvezza. Un bel sospiro di sollievo per Pietro Camiolo dopo questo successo riacciuffato per i capelli. Un po’ di amaro in bocca per un obiettivo pieno sfumato in dirittura di arrivo? “E’ ovvio che i tre punti sarebbero stati l’ideale: ce l’avevamo quasi fatta – commenta l’allenatore della Sia Coperture – ma il Montespertoli ci aveva fatto capire già all’andata di che pasta è fatto e quindi una sua reazione era da mettere in preventivo. Sono tuttavia contento, perché poi al quinto set la squadra si è ricomposta e ribadisco il concetto: in partite del genere l’importante è comunque vincere”. Ha temuto a un certo punto anche di perdere questo match? “No, perché se un allenatore pensa questo vuol dire che non ha fiducia nelle proprie giocatrici. Ma non è il mio caso”.