In un'atmosfera di festa e speranza, la comunità diocesana si appresta ad accogliere il vescovo eletto della diocesi di Terni-Narni-Amelia mons. Alfonso Raimo, che farà l'ingresso e la presa di possesso della diocesi nella cattedrale Santa Maria Assunta, sabato 24 ottobre alle 17, alla presenza del Nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino mons. Edgar Pena Parra. Quattro momenti "simbolicamente forti e significativi" precederanno la celebrazione in cattedrale. Il vescovo Raimo infatti nella mattinata del 24 ottobre si recherà presso la basilica di San Valentino per una preghiera personale davanti all'urna del patrono di Terni, seguirà alle 9.30 la visita alla casa circondariale e l'incontro con alcuni detenuti, la dirigenza della polizia penitenziaria ed educatori del carcere. Alle ore 11 il Vescovo farà visita ai malati, medici e operatori sanitari dell'ospedale "Santa Maria". Nel pomeriggio alle 15.30 l'incontro con le autorità civili e militari presso la Sala Consiliare del Comune di Terni per un saluto e una breve presentazione. Le autorità in corteo si recheranno in Cattedrale per partecipare alla celebrazione per l'inizio del ministero pastorale del vescovo Raimo. Che farà ingresso in Cattedrale alle 16.45. Per poter seguire la celebrazione saranno allestiti due maxischermi sul sagrato della cattedrale. Inoltre, la celebrazione dell'Ordinazione episcopale sarà trasmessa in diretta sui canali Facebook e Youtube della Diocesi di Terni-Narni-Amelia, sul sito della Diocesi www.diocesi.terni.it; sulla televisione Tele Galileo canale 111 del digitale terrestre, sulle frequenze di Mepradio organizzazione 95,6 fm; su Radio TNA 104,00 89,8 e 93,00 fm e su Dab digitale terrestre. "Vengo anzitutto per conoscere, ascoltare e camminare con voi" ha detto Raimo ai giornalisti. "Desidero conoscere questa terra - ha aggiunto -, le sue comunità, le sue ricchezze e anche le sue ferite. Desidero che la comunione si traduca in uno stile pastorale capace di coinvolgere le comunità, valorizzare i carismi, favorire la partecipazione dei laici e aprire strade nuove alla missione. Una Chiesa che vive la comunione non si ripiega su se stessa. Diventa più libera di uscire, di incontrare, di ascoltare e di raggiungere anche coloro che abitualmente non partecipano alla vita delle nostre parrocchie".