Un detenuto in attesa di giudizio si è suicidato nel carcere di Spoleto. È il terzo del 2026 nelle strutture detentive dell'Umbria. È quanto ha comunicato il garante dei detenuti dell'Umbria, l'avvocato Giuseppe Caforio, "con tristezza e rammarico". "Si tratta di un detenuto che non aveva dato segnali di problemi psichiatrici". "Questo ennesimo fatto doloroso - sostiene Caforio - segna ancora una volta la comunità carceraria umbra la quale da tempo invoca soluzioni ai cronici problemi sia del sovraffollamento che della carenza di personale unito all'esigenza di una assistenza dei trattamenti sociosanitari più puntuale e adeguata. Sono stati iscritti fiumi di parole ma ad oggi la realtà lascia allibiti perché la falcidia dei suicidi e di atti di autolesionismo prosegue inesorabile di fronte alla mancanza di risposte concrete. Ancora una volta si deve ringraziare il personale della polizia penitenziaria e delle direzioni carcerarie che con grande umanità cercano di far fronte alle deficienze strutturali del nostro sistema carcerario. Ma tutto ciò non basta e non può essere rimesso alla buona volontà di pochi. L'auspicio è che il Parlamento prenda in seria considerazione questa situazione proponendo soluzioni forti e coraggiose".