Giovedì 22 ottobre 2026, alle ore 21, il Teatro Talia di Gualdo Tadino ospiterà la proiezione del documentario teatrale "Dove vai Francesco?", opera con protagonista la celebre attrice Milena Vukotic e la regia di Maria Teresa Elena. L'evento, promosso con il patrocinio del Comune di Gualdo Tadino, della Regione Umbria e all'interno del progetto "Francesco il cammino di Gualdo", è dedicato alla figura di San Francesco d'Assisi e si inserisce in un percorso di profonda riflessione storica e spirituale. Il documentario è stato realizzato in occasione del VIII Centenario della morte di San Francesco (1226-2026) grazie dalle riprese video dello spettacolo rappresentato nella Chiesa di S. Francesco a Lucca nel 2016 nell’ambito dei Grandi Eventi FCRL. Lo spettacolo offre un punto di vista diverso dalla semplice narrazione della vita del Santo dando voce al punto di vista della madre angosciata dalle intemperanze, sconsideratezze e scelte di vita di un figlio che evade le aspettative genitoriali, offrendo una riflessione ancora attuale su quello che realmente può essere il “benessere” di un figlio. La serata, ad ingresso libero, vedrà la presenza in sala ed eccezionali interventi da parte di Sua Eccellenza Monsignor Felice Accrocca, Vescovo di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino e di Foligno, della regista Maria Teresa Elena e della curatrice del testo Anna Maria Mazziotti di Celso. A sostegno dell'iniziativa, l'Assessore al Welfare e alla Cultura Gabriele Bazzucchi dichiara: “Sosteniamo con orgoglio questo evento per il suo straordinario valore culturale, artistico e spirituale. Attraverso la figura della madre di San Francesco, Pica, che caratterizzerà la serata dando il punto di vista alla rappresentazione stessa, con la maestria di un'attrice del calibro di Milena Vukotic, offriamo alla nostra comunità un'occasione unica di arricchimento, non solo un momento di grande spettacolo, ma uno spazio autentico di riflessione collettiva sui valori dell’umiltà, dell’introspezione e dell'umanità che San Francesco continua a trasmetterci. Investire in eventi di questo spessore vuol dire nutrire l'identità culturale del nostro territorio”.