Una presenza silenziosa ma sempre più intima, inquietante e condizionante. La definisce così il pm Giuliano Mignini, sostituto procuratore della Repubblica, la malavita organizzata sempre più incardinata nei meandri economico-sociali della nostra regione. Appalti, droga, prostituzione, gioco d’azzardo, traffici di rifiuti, tutti ambiti nei quali indistintamente mafia, camorra e ‘ndrangheta hanno trovato terreno fertile negli ultimi due decenni. Un tema di stringente attualità che è stato al centro dell’incontro dibattito svoltosi alla Biblioteca Sperelliana sul tema della libertà e delle infiltrazioni malavitose in Umbria, promosso dalla sezione soci Coop di Gubbio, con la presidente Elena Rosati, in collaborazione con l’associazione Libera, rappresentata da Mario Paolini dell’ufficio di presidenza regionale e dal Comune di Gubbio, presente con l’assessore Bellocci. Ospiti d’onore erano il magistrato Giuliano Mignini, della direzione distrettuale antimafia di Perugia e il comandante della Polizia Giudiziaria, tenente colonnello Giovanni Mele. Pubblico interessato quello delle scolaresche, con gli alunni delle terze classi dell’ITC Gattapone e delle seconde classi del Liceo Mazzatinti. Moderato dal direttore di TRG, Giacomo Marinelli Andreoli, il dibattito è partito dalle origini delle infiltrazioni mafiose in Umbria, inizio anni ’70, per poi condensarsi attraverso diversi filoni: il traffico di droga, che vede Perugia come snodo nazionale e internazionale molto appetibile, la ricostruzione post sisma, che ha visto l’incursione di numerose ditte edili campane di dubbia origine, i racket di prostituzione e gioco, e ultimamente anche il traffico di rifiuti pericolosi, con le discariche umbre prese di mira. Mignini ha rivelato la pericolosità della presenza delle cosche, in particolari calabresi, e ha evidenziato come sia soprattutto la droga il business più remunerativo e costante, esortando i ragazzi ad evitare di perdersi nel tunnel della dipendenza. Ricordato anche il caso del pentito Salvatore Conte, ucciso e il cui corpo è stato rinvenuto nelle campagne di Gubbio. Anche il comandante Mele ha rilevato l’allarme reale di una marcata presenza della malavita, seppur strisciante, nella vita sociale ed economica dell’Umbria, sollecitando il pubblico ad aiutare le forze dell’ordine per vincere la naturale omertà dovuta alla paura. Interessanti i contributi di Paolini, dell’associazione Libera, e dell’assessore Bellocci che ha elogiato l’iniziativa, invitando i ragazzi ad essere consapevoli del proprio ruolo civico nel presente e nel futuro.
Gubbio/Gualdo Tadino
14/12/2012 08:34
Redazione