Un progetto per la presa in carico e il superamento delle barriere d'accesso alle cure per le persone con disabilità. A garanzia che queste persone non siano oggetti di cure, ma protagoniste di un percorso di salute dignitoso e personalizzato. Si chiama 'Dama' (Disabled Advanced Medical Assistance), ed è stato presentato stamani dalla Regione Umbria a Perugia nella Sala del Consiglio del Palazzo della Provincia, con interventi della presidente Stefania Proietti, della direttrice Salute e welfare Daniela Donetti, della presidente dell'Assemblea legislativa dell'Umbria Sarah Bistocchi e dei rappresentanti delle Usl Umbria 1 e 2 e delle aziende ospedaliere di Perugia e Terni. Il percorso Dama, come spiegato, vuole rappresentare la risposta concreta ad un'accoglienza su misura prevedendo percorsi diagnostico-terapeutici facilitati. Adatta i tempi e i modi della cura (ad esempio sedazioni per esami non invasivi, coordinamento di più specialisti in un unico accesso) per rispondere alle esigenze della persona con disabilità cognitive, sensoriali o comportamentali. "Un percorso che sarà da apripista anche per altre regioni e per questo siamo orgogliosi di essere i primi in Italia a dare un assetto normativo nuovo, di visione congiunta" ha affermato la presidente Proietti, per poi aggiungere: "Un percorso cucito addosso in maniera sartoriale alla persona disabile in modo da rendere l'accesso alle cure il più attento possibile alla qualità della vita. Ogni persona con disabilità deve infatti avere un suo accesso personalizzato il più possibile conforme alle sue esigenze per rendere l'esperienza di cura una esperienza non traumatica". Iniziativa che si inserisce, ha ricordato ancora Proietti, nel più generale piano di azione regionale "Umbria per tutti" inclusivo di ogni disabilità, anche temporanea, "per generare un nuovo paradigma culturale che è quello della progettazione universale e per tutti". La direttrice Donetti ha poi parlato di un modello "flessibile e personalizzato" per la presa in carico delle persone con disabilità, dando a loro "risposte integrate e multidisciplinari". Il recente Decreto legislativo numero 62 del 2024 costituisce, è stato spiegato, il "motore normativo" della personalizzazione. Superando la logica della pura assistenza medica, il decreto introduce il "Progetto di vita autonoma e indipendente": la salute diventa una componente di un piano più ampio, co-progettato con la persona, che garantisce la continuità delle cure tra ospedale e territorio. "Personalizzare la cura - ha dichiarato - oggi significa riconoscere che 'accessibilità' non significa solo una rampa all'ingresso, ma la capacità del personale sanitario di modulare il proprio approccio. L'unione tra l'operatività del modello Dama e la visione del Decreto legislativo 62/2024 permette di superare il 'silenzio assistenziale'". L'incontro si è aperto con i saluti del presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, il quale ha definito il percorso una "riforma epocale", ringraziando la Regione per averlo messo a terra.