"Confermiamo anche per il 2026 una misura che non riguarda soltanto l'acquisto di una parrucca, ma il modo in cui il servizio pubblico accompagna le persone durante un percorso di cura difficile, prestando attenzione alla loro dignità, al benessere psicologico e alla qualità della vita. Anche interventi come questo fanno parte di una sanità capace di prendersi cura della persona nella sua interezza". Lo afferma la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti in merito al provvedimento con cui la Giunta regionale ha confermato, anche per il 2026, il contributo economico destinato ai pazienti oncologici residenti in Umbria che abbiano subito la perdita dei capelli a seguito di trattamenti chemioterapici. La misura - spiega una nota della Giunta - prevede un contributo fino a 300 euro per ciascun richiedente per l'acquisto di una parrucca, mantenendo le modalità operative già definite dalla Regione. Per il 2026 sono stati stanziati complessivamente 80 mila euro, assegnati alle due Aziende Usl umbre sulla base della quota capitaria ponderata sulla popolazione residente nei rispettivi distretti: 45.824 euro all'Azienda Usl Umbria 1 e 34.176 euro all'azienda Usl Umbria 2. "Dietro alle conseguenze della chemioterapia - prosegue Proietti - ci sono aspetti che incidono profondamente sulla quotidianità e sulla percezione di sé. Il sostegno pubblico deve saper riconoscere anche questa dimensione della malattia. Per questo abbiamo scelto di dare continuità a un intervento garantendo le risorse necessarie per il 2026". Il provvedimento introduce inoltre un ulteriore elemento: la direzione regionale Salute e Welfare dovrà avviare una ricognizione per valutare il potenziale fabbisogno connesso a una possibile futura estensione del contributo anche alle persone affette da altre forme di alopecia non riconducibili a trattamenti chemioterapici. L'eventuale ampliamento sarà oggetto di successivi provvedimenti sulla base degli esiti della ricognizione. "Vogliamo approfondire anche questa possibilità - conclude la presidente Proietti - verificandone con attenzione il fabbisogno e la sostenibilità. L'alopecia può avere conseguenze rilevanti sulla vita sociale e psicologica delle persone anche quando non deriva da una terapia oncologica. La ricognizione servirà a costruire un quadro preciso sul quale assumere, successivamente, le decisioni più appropriate".