La Nestle' conferma gli esuberi per lo stabilimento Perugina di S. Sisto. Nulla di fatto all'incontro odierno tra sindacati, azienda ed enti locali al ministero della Sviluppo economico. Il viceministro Teresa Bellanova, i rappresentanti regionali e nazionali dei sindacati Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, le Rsu della Perugina, la presidente della Regione Catiuscia Marini, il sindaco di Perugia Andrea Romizi, Gianluigi Toia, direttore delle relazioni industriali e Massimo Ferro, direttore corporate strategy Nestle' si sono dati appuntamento al 27 settembre prossimo. E' stato un incontro interlocutorio - commenta Michele Greco, segretario regionale Flai Cgil -, ma cio' che non ci tranquillizza e' l'assenza di cambiamenti nell?atteggiamento della Nestle', che conferma la necessita' di un riequilibrio occupazionale e lega i 340 esuberi al piano presentato nell?aprile 2016. Noi invece li rigettiamo: non erano nell?accordo, lo abbiamo anche ripetuto durante la riunione". In attesa del nuovo incontro, i lavoratori sono quindi pronti a continuare la battaglia: "Decideremo in fabbrica come andare avanti - continua Bravi - di sicuro non smetteremo di dare segnali, se non verificheremo da qui al 27 un cambiamento da parte dell'azienda". I rappresentanti sindacali si dichiarano invece abbastanza soddisfatti della posizione del ministero. "C'e' stata un'assunzione di responsabilità importante da parte di Bellanova - ha spiegato Luca Turcheria dell'Rsu - che ha richiamato le parti alla responsabilità sociale e ha avviato una cabina di regia su quel piano industriale che noi rivendichiamo. Non sono ne' soddisfatto ne' preoccupato". Circa 200 lavoratori, intanto, arrivati a Roma con quattro pullman, hanno atteso la fine del vertice fuori dal ministero e hanno appreso i contenuti della riunione dalla presidente Marini. Un presidio si e' svolto fin dalle prime ore del mattino anche davanti ai cancelli dello stabilimento di San Sisto, dove i dipendenti hanno incrociato le braccia, supportati da politici locali e cittadini che si sono uniti per solidarieta' alla protesta.