E' stato un episodio di "violenza inaudita" quello del quale sono stati responsabili quattro detenuti in una sezione del carcere di Perugia che è stata "letteralmente devastata". Situazione che non è degenerata "per la professionalità del personale della polizia penitenziaria" ha sottolineato il Garante per i detenuti della Regione Umbria, Giuseppe Caforio, che ha subito svolto un sopralluogo nella struttura. Al termine ha sottolineato con l'ANSA che gli agenti hanno controllato la situazione "senza che i detenuti riportassero conseguenze fisiche" mentre quattro agenti hanno lamentato lesioni non gravi. Intervento coordinato dalla vicecomandante del carcere e da quella della penitenziaria "che hanno gestito al meglio l'emergenza della notte tra Pasqua e pasquetta". Caforio si è confrontato e coordinato con la presidente della Regione Stefani Proietti e con la sindaca di Perugia Ferdinandi "che seguono la vicenda con la massima attenzione". I quattro detenuti erano stati trasferiti a Perugia dalla Toscana e sono giovani con condanne definitive per vari reati. Sono ora in isolamento dove ha parlato con loro a lungo l'avvocato Caforio. "C'è da evidenziare - ha spiegato - che gli altri 46 della sezione non hanno partecipato alle violenze ma si sono chiusi nelle loro celle prendendo di fatto le distanze e ho incontrato anche loro per capire cosa fisse successo. I quattro autori delle violenze hanno legato le porte per impedire l'ingresso della penitenziaria, hanno divelto i termosifoni, rotto i vetri e strappato via telecamere e impianto elettrico. Tutto questo, hanno sostenuto, come protesta per la mancanza di trattamenti sanitari e psicologici. La situazione è stata riportata alla calma senza che si facessero un graffio e questo è merito della penitenziaria". Secondo i quattro detenuti tutto sarebbe stato favorito dall'abuso da parte loro di sostanze alcoliche autoprodotte abusivamente in carcere. Caforio ha sottolineato le "difficoltà che ci sono nei carceri dell'Umbria". "A pasquetta - ha spiegato il Garante - sono stato in quello di Orvieto dove ci sono tensioni per sovraffollamento e carenza di organici della penitenziaria. La situazione è dififcile dovunque e bisogna intervenire al più presto".