Si è concluso il primo atto di “Creature senza confine”, il progetto curato da Giovanni Baleani, direttore del Jazz Club Gubbio, che rappresenta l’omaggio del No Borders al Poverello di Assisi nell’anno dell’ottocentenario dalla sua morte. È a Gubbio che S. Francesco avrebbe vestito per la prima volta il saio, accolto dalla famiglia Spadalonga dopo l’abbandono della casa del padre e delle ricchezze. Sul luogo del fondaco degli Spadalonga fu eretto nel 1255 il vasto complesso francescano che ha visto andare in scena nel Chiostro della Pace la rappresentazione teatrale “Lo straniero”, a cura dell’associazione Coro Aperto con musica dal vivo eseguita dalla No Borders Band. Il pubblico si è stato condotto all’interno del Chiostro dagli attori, che ne hanno aperto le porte come a voler ricreare la suggestione dell’accoglienza al giovane Francesco. La narrazione è poi proseguita con la rappresentazione di una comunità e delle sue dinamiche, che rimane quieta finché il quotidiano scorre uguale a sé stesso e poi viene turbata dall’arrivo di uno straniero. Cosa accade quando uno sconosciuto irrompe portando un messaggio nuovo? Il Coro Aperto ha portato in scena il conflitto, la diffidenza, la paura, il branco che esclude e respinge, fino alla riconciliazione che non solo è possibile ma è salvifica per tutti e restituisce armonia al gruppo. Lo spettacolo si conclude con un scampolo di stoffa bianca sostenuto da tante mani, metafora di un saio ideale, una veste avvolgente che accoglie e restituisce dignità. Gli spettatori sono stati accompagnati nel racconto dalla musica della No Borders Band: Antonio Riccardini alla chitarra e Gregorio Paffi alla tastiera hanno eseguito brani di autori molto diversi tra loro e reinterpretati sotto la direzione musicale del Maestro Antonio Riccardini. Da Béla Bartók ad Angelo Badalamenti, da Domenico Modugno a Ry Cooder, una selezione frutto di un accurato lavoro di gruppo della Band. "Creature senza confine" proseguirà il 10 luglio, alle ore 19 al Parco della Vittorina, con lo spettacolo “Istoria de lupo e Francesco” di Lucio Vinciarelli, Giuliano Traversini e Nicolò Favaro, con il Teatro della Fama e la No Borders Band. L’ultimo atto andrà in scena il 27 luglio alla Chiesetta di San Francesco della Pace con la “Cantata spirituale in memoria del lupo – Ballata per una creatura francescana”: la No Borders Band insieme a Claudia Fofi e Angelo Mischianti condurranno una veglia funebre in memoria del Lupo di Gubbio.
Il Gubbio No Borders entrerà poi nel vivo del jazz nel mese di agosto:
5 agosto, Chiostro di San Pietro: Fabrizio Bosso con il suo Spiritual Trio;
16 agosto, Teatro Romano: Peppe Servillo, Javier Girotto e Natalio Mangalavite in “L’anno che verrà”, omaggio a Lucio Dalla;
17, 18 e 19 agosto: Masterclass per giovani musicisti con concerto finale del Maestro Massimo Morganti.
Il Festival Diffuso animerà anche quest’anno il centro storico di Gubbio con la musica della No Borders Band.