"Non vi è stata alcuna promozione, avanzamento di carriera o riconoscimento premiale: il dipendente rimane nella medesima area contrattuale ed è stato rimosso dal Servizio di Polizia Municipale". Lo ha reso noto l'amministrazione comunale di Gubbio in merito alla vicenda dell'agente denunciato negli scorsi mesi per peculato, e poi trasferito al Settore Finanziario, Organizzazione e Servizi Strategici. Il Comune eugubino in una nota ha voluto chiarire come la giunta – con deliberazione n. 196 del 16 luglio 2026 - "abbia esercitato una prerogativa che il Regolamento comunale sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, nella parte relativa alla mobilità interna, attribuisce espressamente a tale organo. Il trasferimento è stato disposto nell’ambito delle misure per il contrasto alla corruzione previste dall’Ente a seguito dell’attivazione di procedimenti disciplinari e/o penali riguardanti il personale interno. La ricollocazione – si legge ancora - è avvenuta nel rispetto della disciplina regolamentare, dell’inquadramento contrattuale del dipendente e delle determinazioni degli organi competenti". L'amministrazione comunale spiega inoltre che la denominazione “Settore Finanziario, Organizzazione e Servizi Strategici” identifica una macrostruttura che comprende uffici, servizi e attività molto diversi tra loro e che al dipendente "non sono state attribuite funzioni finanziarie o contabili, compiti decisionali, incarichi strategici o posizioni di responsabilità. La destinazione riguarda specifiche attività interne, coerenti con il nuovo profilo professionale e individuate nell’ambito dell’organizzazione dell’Ente".
"La vicenda – chiarisce ancora il Comune di Gubbio – è stata affrontata fin dall’inizio con rigore. La segnalazione dalla quale è scaturita l’indagine è partita dalla stessa struttura della Polizia Locale; sono stati quindi attivati il procedimento disciplinare e i conseguenti provvedimenti organizzativi. La Giunta ha agito nel rispetto della legge, del contratto di lavoro, del Regolamento comunale, delle competenze dell’Ufficio per i procedimenti disciplinari e delle prerogative dell’autorità giudiziaria. Non poteva sostituirsi agli organi competenti, ma aveva il dovere di adottare le misure organizzative di propria pertinenza. È quanto è stato fatto [...] L’Amministrazione non ha mai nascosto né minimizzato la vicenda, ma ha attivato le procedure previste, rispettato le competenze degli organi disciplinari e giudiziari e rimosso il dipendente dalla Polizia Locale: nessuna promozione, nessun incarico finanziario o strategico, esclusivamente un provvedimento organizzativo adottato con serietà e nel pieno rispetto delle regole".