Eseguito con successo all'ospedale di Perugia il primo intervento di impianto cocleare robot-assistito. Lo ha condotto la struttura di Otorinolaringoiatria diretta dal professor Giampietro Ricci. L'Azienda opsedaliera e l'Università degli Studi di Perugia sono da molti anni all'avanguardia nel campo della diagnosi e del trattamento della sordità. Per l'intervento - spiega il Santa Maria della Misericordia - è stata utilizzata una tecnologia avanzata che consente l'inserimento controllato e non traumatico dell'elettrodo all'interno della coclea. Ha riguardato una donna completamente sorda che ha potuto sentire appena concluso l'intervento e iniziare immediatamente la riabilitazione. "Il sistema otodrive del robot supporta il chirurgo nella fase più delicata dell'intervento, - spiega il professor Ricci - ovvero quella dell'inserimento dell'elettrodo nella coclea. Grazie a movimenti micrometrici, stabili e costanti, il sistema consente un inserimento estremamente lento e controllato, annullando le micro-oscillazioni fisiologiche della mano umana. Questa modalità permette all'elettrodo di seguire con maggiore naturalezza la traiettoria intracocleare, riducendo lo stress sulle strutture dell'orecchio interno e contribuendo a preservare al meglio l'anatomia cocleare. L'impiego della tecnologia robotica rappresenta un avanzamento significativo verso una chirurgia sempre più accurata e rispettosa delle strutture dell'orecchio interno. Il controllo dell'inserimento dell'elettrodo e la possibilità di pianificare l'intervento in modo dettagliato ci permettono di affrontare la procedura con maggiore accuratezza e prevedibilità". La pianificazione preoperatoria attraverso un software è stata definita un elemento chiave dell'intervento. Il software consente infatti di ricostruire in 3D l'anatomia della coclea a partire dalle immagini radiologiche del paziente. Grazie a questa analisi approfondita, l'equipe chirurgica ha potuto studiare la morfologia cocleare della paziente e definire la strategia di inserimento più appropriata, selezionando l'elettrodo più adatto alle sue caratteristiche anatomiche. Per la paziente operata, il percorso è già iniziato con risultati incoraggianti, sottolinea l'Azienda ospedaliera. "L'intervento è stato molto meno invasivo di quanto immaginassi" racconta la donna nella nota del Santa Maria della Misericordia. "Sapere che dopo l'operazione avrei potuto sentire quasi subito - ha aggiunto - è stata una grande emozione. Quando ho percepito i primi suoni è stato un momento davvero speciale". "Con questo intervento, l'ospedale di Perugia si unisce al gruppo sempre più numeroso di centri italiani di alto livello che stanno adottando tecnologie di chirurgia robotica e strumenti all'avanguardia per la pianificazione preoperatoria" ha affermato Antonio d'Urso, direttore generale dell'Azienda. "Un'evoluzione che conferma il ruolo sempre più centrale dell'innovazione tecnologica e nel miglioramento dei percorsi di cura" ha concluso.