È Antonio Alunni, 46 anni, imprenditore ternano, il nuovo presidente di Confindustria Umbria. Ad eleggerlo all'unanimità l'assemblea del sindacato degli industriali riunitasi ieri ad Assisi come di consueto con un programma privato seguito poi dalla convention pubblica a cui sono intervenuti tra gli altri il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, il presidente di Confindustria nazionale Vincenzo Boccia, l'ex ministro oggi presidente di Aspen, Giulio Tremonti e la governatrice umbra Catiuscia Marini, oltre al gotha degli imprenditori umbri, delle parti sociali e dei vari rappresentanti delle istituzioni militari e civili.
“Vogliamo che l'Umbria diventi la patria business friendly, dove fare impresa non è un'impresa impossibile per lacci, burocrazie e lungaggini – ha dichiarato in apertura il neo presidente. Dove viga un "sistema della regolamentazione migliore e più efficiente possibile che sappia coniugare un esemplare rispetto dell'ambiente fisico e sociale con bassi costi amministrativi".
Tra le tradizioni umbre c’è l’industria, ha detto il neo presidente: “Radice fondamentale della nostra regione. La straordinaria tradizione artistica e letteraria dell’Umbria non deve farci dimenticare quello che è insieme un fatto storico, ed è realtà vivente da più di un secolo e mezzo. Senza l’industria, l’Umbria avrebbe avuto il destino demografico di alcune delle regioni più sfortunate d’Italia”. C’è un ‘ma’: “Noi imprenditori non possiamo fare nulla se intorno non muta il clima di scetticismo”.
Alunni prosegue: “Noi crediamo fermamente che l’Umbria debba essere all’avanguardia nelle politiche di reindustrializzazione. La crisi del 2008 ha colpito anche noi, abbiamo perso capacità produttive, ma non abbiamo perso lo spirito imprenditoriale e le grandi competenze professionali di maestranze e tecnici”. “Confindustria Umbria chiede alle istituzioni politiche di voler cooperare con noi al fine di individuare quali sono le problematiche maggiormente rilevanti per il nostro territorio, e quali le soluzioni da adottare”.
La crescita deve essere di tutti i comparti: “Anche del turismo, della cultura, dell’agricoltura d’eccellenza, di servizi avanzati a persone e imprese. Un’industria efficiente e competitiva ha bisogno di un sistema dei servizi di alta qualità, servizi professionali, servizi infrastrutturali e servizi alla persona”.
Ha invece parlato di uno scenario mutato e della necessità di adeguarsi ai nuovi contesti "che rendono secondario il cosa si produce rispetto al come lo si fa" il presidente uscente di Confindustria Umbria, Ernesto Cesaretti che ha salutato con un augurio sincero l'avvento del suo successore. Secondo Cesaretti è questo ilmomento "per ripensare insieme l'Umbria, scommettere su un grande disegno per le imprese, i cittadini e la regione, intravedendo i segnali del cambiamento che dovremmo anticipare, non subire". Dopo avere ricordato che nel guidare Confindustria Umbria è restato sempre fedele ai caratteri dell' ascolto e dell'equilibrio, il presidente uscente ha messo in evidenza come le classi dirigenti "non siano ancora riuscite a prendersi cura delle prossime generazioni". "Non lo abbiamo fatto a sufficienza - ha detto - e lo dimostrano la bassa occupazione giovanile, che è il vero ' tallone d'Achille' italiano, ed anche umbro, e la fuga dei cervelli: oltre 50.000 nell'ultimo anno". Cesaretti si è detto consapevole che "da soli possiamo fare molto, ma non possiamo fare tutto". Per questo motivo ha richiamato l' attenzione sull' esigenza di costruire e di condividere una nuova visione dell'Umbria. Infine su Alunni ha concluso: “Sono certo che abbiamo fatto la scelta giusta per far avvicinare ulteriormente le imprese e Confindustria Umbria ai traguardi del futuro".
Infine il ministro Poletti, che ha garantito massima attenzione per le maggiori problematiche del mondo imprenditoriale umbro, in particolare per le vertenze Perugina e Colussi, che ha definito “casi nazionali”.
Assisi/Bastia
25/10/2017 09:35
Redazione