Una famiglia di iracheni cristiani, padre, madre e quattro figli, costretti dall'Isis a scappare da Kirkuk trova rifugio al Serafico di Assisi grazie al progetto "I letti di Francesco", che offre assistenza ai bambini disabili gravi in fuga dalle guerre. Una delle figlie della coppia irachena di Nameer e sua moglie Elham ha 14 anni e per le sue patologie ha bisogno di cure e riabilitazione che ricevera' ora nell'istituto di Assisi. La famiglia l'8 settembre 2014 era arrivata in Giordania ed era stata accolta dalla Chiesa locale e dalla Nunziatura di Amman. Qui pero' le medicine e la terapia per la ragazzina non erano disponibili. Il caso e' stato segnalato al Serafico da don Mario Cornioli, sacerdote toscano in servizio al Patriarcato Latino di Gerusalemme. E il progetto "I letti di Francesco" potra' dare nuova speranza a questa famiglia di rifugiati. Il loro trasferimento in Italia e' stato possibile grazie al programma di reinsediamento gestito dal ministero dell'Interno, Dipartimento Liberta' Civili e Immigrazione, e cofinanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione dell'Unione Europea. Con lo stesso progetto ha trovato ospitalita' al Serafico anche Eddy, un bambino microcefalo di 6 anni, che proviene da un piccolo paesino del Kosovo dove viveva in condizioni di estrema poverta' con i genitori e i 3 fratelli. Affetto da tetraparesi spastica, epilessia e problemi respiratori, il piccolo seguira' un percorso riabilitativo individuale. La scelta del nome e'significativa: se da un lato rimanda a San Francesco d''Assisi, al quale l''ente stesso si richiama anche nel nome (il Santo infatti veniva chiamato "Serafico" per il suo ardore di carita'), dall'altro e'un omaggio a papa Francesco, la cui storica visita all'istituto del 2013 ha spinto lo stesso centro di riabilitazione di Assisi ad aprire le sue porte ai bambini disabili gravi provenienti dalle zone piu' povere del mondo. Alla base di questa scelta - spiega una nota del Serafico - "la volonta', nell'anno giubilare della misericordia, di non mettere confini all''accoglienza, anche di fronte al crescente fenomeno delle migrazioni internazionali che ha incrementato il bisogno di assistenza per la popolazione minore e disabile a cui spesso viene preclusa la possibilita' di trasferirsi presso strutture adeguate". "I posti letto che abbiamo creato con questo progetto - ha spiegato Francesca Di Maolo, presidente del Serafico - godranno di tutte le necessita' strumentali, di organico e di figure sanitarie specializzate e saranno totalmente a carico della solidarieta' delle persone nella convinzione che tutti siamo responsabili e custodi della Vita. Quando c'e'un bambino che soffre in qualsiasi parte della terra, non si puo' perdere tempo con la burocrazia, con le sue lentezze, con i suoi limiti territoriali".