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C.Castello: il vice ambasciatore Benjamin Hanna ospite del Festival delle Nazioni

Fino all’11 settembre, prosegue l’omaggio culturale alla Germania e ai paesi di lingua germanica.

Si avvia alla conclusione la 59ª edizione del Festival delle Nazioni con il suo ricco programma di eventi distribuito in sedici giornate, dal 27 agosto all’11 settembre, in un mosaico sonoro che riscopre le radici della cultura tedesca e austriaca nell’omaggio reso quest’anno alla Germania e ai Paesi di lingua germanica. A sottolineare questo legame è stata la visita istituzionale di Benjamin Hanna, vice ambasciatore della Repubblica Federale di Germania in Italia, mercoledì 9 settembre. Il prestigioso ospite del Festival delle Nazioni ha colto l’occasione del suo viaggio in Umbria per svolgere diversi incontri istituzionali nella mattinata a Perugia, con importanti cariche della Regione tra cui la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi e il magnifico rettore dell’Università degli Studi di Perugia Massimiliano Marianelli, accompagnato dall’assessore alla Cultura di Città di Castello Michela Botteghi e dalla presidente del Festival delle Nazioni Silvia Polidori. Nel pomeriggio il vice ambasciatore Hanna ha raggiunto Città di Castello, accolto dal sindaco Luca Secondi e dal vicesindaco Giuseppe Stefano Bernicchi. Dopo la visita al Palazzo Comunale, l’arrivo al Complesso di San Domenico per partecipare al concerto serale del Trio Yablonsky, preceduto dai saluti istituzionali. A esibirsi Janna Gandelman (violino), Dmitry Yablonsky (violoncello) e Laia Martín (pianoforte), in un vivace spaccato della musica d’arte tra Sette e Novecento, da Luigi Boccherini a Baruch Berliner, passando per Beethoven, Schubert e Edvard Grieg. Il concerto ha dato spazio anche ad una prima esecuzione, la Sonata-Fantasia ‘Abraham’ di Berliner che ha risuonato, appunto, per la prima volta in assoluto proprio a Città di Castello. “La presenza in Umbria e a Città di Castello di Benjamin Hanna, vice ambasciatore della Repubblica Federale di Germania, in occasione della 59esima edizione del Festival delle Nazioni è motivo di gratitudine e orgoglio per tutti noi – hanno dichiarato il sindaco Luca Secondi e l’assessore alla Cultura di Città di Castello, Michela Botteghi –. Un ospite così illustre e prestigioso, massimo rappresentante istituzionale della nazione a cui è dedicata l’edizione 2026, consacra ulteriormente la manifestazione, il suo ricco e qualificato cartellone musicale e consente di poter far apprezzare le nostre bellezze ed eccellenze artistico-culturali che sono parte integrante da sempre del programma stesso della rassegna internazionale”. “È stato un grande onore per il Festival delle Nazioni accogliere Sua eccellenza il Ministro Plenipotenziario dottor Benjamin Hanna, vice ambasciatore della Repubblica federale di Germania in Italia, e il Console onorario di Germania Stefano Ducceschi – ha affermato Polidori –, nella prima visita della delegazione della Repubblica federale di Germania in Umbria. La loro presenza rappresenta un’importante occasione di incontro e conferma il valore della cultura e della musica come strumenti di dialogo e di amicizia tra i popoli. Il Festival delle Nazioni, con la sua vocazione internazionale, è da sempre un luogo di incontro tra culture e Paesi diversi e un ponte tra Città di Castello, l’Umbria e l’Europa. Ringrazio S.E. il vice ambasciatore e il console onorario per la loro presenza e per l’attenzione riservata al nostro Festival. È stato un piacere concludere questa giornata nel segno della musica, linguaggio universale capace di unire persone e culture”. “È un grande onore per me essere qui stasera – ha dichiarato il vice ambasciatore Hanna, nel saluto iniziale – e per tutti i tedeschi, dato che la Germania e i Paesi di lingua tedesca sono stati omaggiati in questo importantissimo festival. Quest’anno celebriamo i 75 anni della ripresa delle relazioni diplomatiche tra Germania e Italia dopo la Seconda guerra mondiale. I nostri Paesi hanno percorso una strada lunga e importante o, come l’ha definita il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella nel discorso davanti al Bundesrat, un ‘percorso straordinario’. Il motto dell'Unione europea è ‘Unita nella diversità’: è vero che siamo diversi per storia, lingua, tradizioni, a volte abbiamo anche idee diverse, però alla fine ci si fida l’uno dell'altro, si superano le differenze e si cresce grazie ad esse. In questi tempi sfidanti abbiamo bisogno di un’Europa forte, non solo in economia e politica, ma anche nella cultura perché la cultura unisce i popoli”.

Dopo la serata a Città di Castello il Festival delle Nazioni si sposta a Monterchi, giovedì 10 settembre quando, alle ore 18.30, i Musei civici Madonna del Parto ospitano il talento di Lodovico Parravicini, primo premio al Concorso internazionale biennale di violino ‘Premio Franco Gulli’ 2026. Con i suoi vent’anni e un violino Matteo Goffriller del 1700, Parravicini spazia da Bach a Paganini, passando per Georg Philipp Teleman, Henryk Wieniawski, Eugène Ysaÿe e Nathan Milstein, attraversando tre secoli di musica. E sempre giovedì 10 brillerà la stella internazionale Robert Lehrbaumer, pianista, direttore d’orchestra e organista, nella cui veste si presenta al concerto ‘Bach e la musica organistica austriaca attraverso quattro secoli’, alle ore 21 nella Chiesa di San Francesco a Città di Castello. Il programma parte dal tardo Cinquecento del musicista olandese Jan Pieterszoon Sweelinck e dal suo festoso Ballo del Granduca, e passa dal Seicento di Johann Pachelbel con l’ampia Aria sebaldina e la concisa e dinamica Fuga in do maggiore. Approda poi al Settecento con l’opera di due giganti, Franz Joseph Haydn e Wolfgang Amadeus Mozart, di cui vengono proposti due lavori di raro ascolto: quattro brani dalle Flötenuhr (orologi musicali) del 1792, raccolta di miniature concepite per piccoli organi meccanici e l’Andante per organo meccanico KV 616. Intersecati con gli autori classici, dialogano tre rappresentanti del secondo Novecento: Thomas Daniel Schlee, Gottfried von Einem e Jenö Takács. Colpisce, in coda a un programma dedicato ad autori dell’Europa centrale, la presenza di Domenico Zipoli, gesuita, missionario e compositore pratese assai attivo nella diffusione dell’educazione musicale in America del Sud, diventato nel tempo uno degli autori di riferimento per la letteratura organistica tutta.

Infine, con lo spettacolo in prima assoluta Bach dance concert - indoor, si chiude la 59ª edizione del Festival delle Nazioni, venerdì 11 settembre alle 21 al Teatro degli Illuminati. L’universo musicale di Johann Sebastian Bach viene esplorato attraverso la danza contemporanea, grazie alla Compagnia Zappalà Danza, diretta da Roberto Zappalà, e al pianista Ramin Bahrami, dando vita a un dialogo tra musica e corpo in movimento. Per Zappalà, Bach ha da sempre rappresentato una fonte costante di ispirazione da tradurre in gesto e materia coreografica, mentre per Bahrami, tra i principali interpreti bachiani contemporanei, costituisce una scelta artistica e personale, espressa in interpretazioni che coniugano rigore formale e intensità espressiva. Bach Dance Concert – indoor è una produzione di Scenario pubblico, Compagnia Zappalà danza e Centro di rilevante interesse nazionale per la danza, in collaborazione con Calma Management (danzatori e collaborazioni: Samuele Arisci, Loïc Ayme, Faile Sol Bakker, Anna Forzutti, Silvia Rossi, Alessandra Verona; luci e costumi di Roberto Zappalà; assistente alle coreografie Fernando Roldan Ferrer; direttore tecnico Sammy Torrisi; management Vittorio Stasi; tour management Benedetta Aidala; direzione generale Maria Inguscio).

Città di Castello/Umbertide
10/09/2026 12:03
Redazione
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