75 anni nel segno di un ricordo che lo scorrere inesorabile del tempo non potrà comunque mai scalfire. Parliamo della cerimonia per la commemorazione di Umberto Paruccini, giovane vigile del fuoco ferito mortalmente da un soldato tedesco il 5 luglio 1944, mentre stava rifornendo di viveri e medicinali 230 ostaggi, tra cui ottanta bambini, nel convento di S. Ubaldo proprio nei giorni conclusivi del secondo conflitto bellico mondiale. In una città ancora provata dalla strage dei 40 Martiri, avvenuta sotanto 15 giorni prima, l’operazione era stata concordata tra il comando tedesco ed il vescovo di allora Beniamino Ubaldi. Qualcosa purtroppo non ha funzionato e Paruccini, impegnato anche nel sociale e nell’apostolato, venne colpito a morte lungo il terzo stradone del Monte Ingino. E per onorare il ricordo e la memoria di quel sacrificio, proprio nella Chesetta della Prima Cappelluccia del Monte Ingino Paruccini è stato ricordato con una Messa celebrata dal vescovo Luciano Paolucci Bedini dov'erano presenti tra gli altri il vicesindaco di Gubbio Alessia Tasso con fascia tricolore e gonfalone cittadino, Francesca Pelicci, nipote di Paruccini per quanto riguarda la famiglia dell'eroe di guerra eugubino e Laura Tomarelli presidente dell' associazione Famiglie Quaranta Martiri. Presenti ovviamnete anche i rappresentanti cittadini dei Vigili del Fuoco, Arma dei carabinieri, Polizia municipale e Guardia di Finanza e al termine della solenne cerimona una corona di alloro è stata depositata da parte dei vigili del fuoco eugubini dinanzi al cippo eretto sul luogo del ferimento mortale, dove si erige la lapide di Paruccini ed è riportato l'epitaffio che recita “Luminoso Esempio di Ogni Cristiana Virtù”. Questo è stato e rimarrà per sempre Umberto Paruccini ed è proprio il suo esempio di infinitesimale generosità e bontà a rimanere eterno, generazione dopo generazone, per Gubbio e tutti gli eugubini