La potremmo definire Donnarumma dinasty. Non tanto perchè la famiglia Donnarumma, da Castellammare di Stabia, abbia già segnato la storia del calcio italiano, quanto perchè appare destinata a rimanere nella storia recente dell'associazione calcio Milan.
E ad essere felicemente baciato da questo evento è sicuramente Antonio Donnarumma, 27 anni, una carriera da portiere fatta di alti e bassi, tra Italia e Grecia, nonostante uno sponsor importante come Sebastiano Rossi. Tra le altalene sportive, figura anche la stagione vissuta in maglia Gubbio nel 2011-2012 quando all'età di 21 anni venne chiamato al debutto in serie B. Il ds Giammarioli, in tandem con Simoni e Pecchia al timone, affidarono un ruolo assai delicato a Donnarumma senior, che allora però era ancora junior, avendo suo fratello – che poi sarebbe divenuto ben più celebre – appena 11 anni.
Il Gubbio da matricola finì per retrocedere e sul banco degli imputati un posto venne riservato anche al portiere che in numerose occasioni incappò in più o meno clamorose topiche finendo per condizionare qualche risultato anche decisivo ai fini della corsa salvezza. Le papere del resto hanno sempre fatto parte del vissuto di ogni numero uno, ma quando poi il risultato di squadra è quello della retrocessione si finisce per ricordarle. Specie in scontri diretti, come la sconfitta a Nocera Inferiore, viziata da un primo gol banale dei campani, come l'improvvida uscita su Vinetot in Gubbio-Crotone al 93' che procurò il penalty a favore dei calabresi dell'allora promettente Florenzi, o come Empoli-Gubbio quando sull'1-0 per i rossoblù, ancora in corsa per la salvezza, andò a smanacciare sui piedi di Tavano la palla del pareggio. Ci furono anche prestazioni super, che guarda caso coincisero con alcune delle memorabili vittorie di quella stagione, poche per la verità, appena 7: ma in Gubbio-Torino e in Gubbio-Padova, entrambe finite 1-0, insieme alle reti decisive di Ciofani e Graffiedi, vanno ricordate le prodezze del portiere campano, che fu anche protagonista di un rigore parato in Gubbio-Nocerina, per lui una sorta di derby, non a caso prima vittoria rossoblù di quella tribolata stagione.
Ebbene il Donnarumma senior è tornato al Milan, dopo aver girovagato senza troppe fortune. Ma la particolarità è che il suo arrivo coincide con la soluzione della telenovela dell'estate, quella che vedeva suo fratello Gianluigi in mezzo alla querelle tra il famigerato Raiola e la società rossonera. E così la soluzione è arrivata con una promozione formato famiglia, evidentemente gradita alla nuova proprietà cinese: prendi 2, i Donnarumma e ti assicuri l'intero pacchetto. Morale, se per Gigi c'è lo stipendio record di 6 milioni l'anno, il buon Antonio deve accontentarsi, si fa per dire, di un posto da secondo o terzo portiere ad un 1 milione di euro l'anno, certamente il più oneroso dei contratti per un portiere di riserva. E per una volta non è il fratello maggiore a dare una mano a quello minore.
Peccato che poi, il minore, abbia preferito le vacanze all'esame di maturità. Ma questa è un'altra storia. Che certo non è un bell'esempio per tanti giovani aspiranti portieri dei nostri settori giovanili. Un esame di maturità vale più di tanti rigori parati. Specie di quelli su una spiazza di Ibiza.
Gubbio/Gualdo Tadino
05/07/2017 10:14
Redazione