Sono presenti, per la prima volta, anche due ricercatori umbri, Nicola Di Iacovo e Damiano Scopetti, al congresso annuale della European society for medical oncology che si svolge a Madrid, in Spagna. Presenteranno un nuovo modo di studiare i tumori gastrici e polmonari. I due ricercatori fanno parte dell'equipe di ricerca coordinata dal professor Giuseppe Servillo e dalla dottoressa Maria Agnese Della Fazia, del laboratorio della Sezione di patologia generale del dipartimento di medicina e chirurgia dell'Università degli Studi di Perugia. Entrambi sono sostenuti con borse di studio erogate da Aucc e From. "Questo testimonia - commenta il presidente Aucc, Giuseppe Caforio - il valore delle donazioni e la scelta positiva di investirli nella ricerca di base e traslazionale. Oltre a evidenziare ulteriormente quanto sia all'avanguardia e competitivo il laboratorio coordinato dal professor Servillo e dalla dottoressa Della Fazia". L'Esmo - si legge in una nota dell'Aucc - rappresenta il principale congresso europeo nel campo dell'oncologia medica e riunisce, ogni anno, decine di migliaia di partecipanti tra ricercatori, oncologi, professionisti sanitari e rappresentanti della comunità scientifica internazionale. La rilevanza e la dimensione internazionale dell'evento sono attestate anche dalla partecipazione registrata nelle ultime edizioni: oltre 33.000 partecipanti provenienti da 156 Paesi nel 2023, circa 33.000 partecipanti nel 2024 e circa 37.000 partecipanti provenienti da 174 nell'edizione 2025. Le presentazioni dei risultati della ricerca dei dottori Nicola Di Iacovo e Damiano Scopetti rientrano tra le 44 selezionate nella sezione Basic research. Il contributo presentato da Di Iacovo riguarda "Transposable element enhancers rewire transcriptional programs in gastric cancer", lo studio del ruolo degli elementi trasponibili (particolari sequenze del Dna) nella regolazione trascrizionale del carcinoma gastrico e della loro possibile funzione come nuovi elementi regolatori nel contesto tumorale. Quello di Scopetti "Transposable Elements reactivation defines a FOXA-dependent therapeutic vulnerability in LKB1-loss LUAD", lo studio della riattivazione degli elementi trasponibili e della sua relazione con una specifica vulnerabilità terapeutica nei tumori polmonari caratterizzati dalla perdita di LKB1. "E' la prima volta - affermano Di Iacovo e Scopetti - che mandiamo i dati a ESMO e siamo orgogliosi di essere stati selezionati e di esserci potuti confrontare a livello internazionale sui risultati che stiamo ottenendo". Per i due ricercatori è una grande gratificazione che - sottolinea l'Associazione umbra per la lotta contro il cancro - ripaga dei sacrifici che ogni giorno vengono fatti. "Ne abbiamo bisogno - sottolineano - per continuare su questa strada. Trascorriamo in laboratorio circa 50 ore settimanali e da quando abbiamo implementato questa parte di analisi dei dati abbiamo sempre il computer con noi, ma lo facciamo con estremo piacere". "Siamo partiti - spiega Scopetti - dall'espressione di un gene placentare che si riattiva nel tumore del polmone. Era stato isolato nel laboratorio del professor Servillo e della dottoressa Della Fazia nel 2009: si era scoperto che nel 20% dei casi di tumore al polmone il gene "Insl4" era espresso ad alti livelli. Uno studio nel 2020 ha attestato che quando il gene è sovra-espresso, la malattia è più aggressiva. Con questa ricerca abbiamo scoperto il meccanismo tramite cui i retrovirus endogeni, riattivandosi nei tumori, guidano l'attivazione di un vasto programma di espressione genica che aumenta l'aggressività tumorale". "Questo studio - afferma Di Iacovo - parte dalla stessa base: avevamo evidenze che nel tumore gastrico potessero attivarsi dei geni espressi specificamente in altri tessuti. Attraverso nuovi farmaci epigenetici possiamo spengere queste sequenze retrovirali". Per entrambi, il progetto di Aucc e From "Adotta un ricercatore" è stato fondamentale: "Senza di esso non avremmo lavorato, non saremmo ricercatori nell'Università degli Studi di Perugia e le nostre ricerche non ci avrebbero condotto all'Esmo" concludono.