Si è svolta a Foligno la cerimonia per ricordare il 3 febbraio del 1944 quando 24 persone vennero deportate dai nazisti verso i campi di concentramento di Mauthausen e Flossemburg. Nel corso della cerimonia, presenti autorità civili e militari, studenti e rappresentanti Aned di Foligno, è stato letto il messaggio del sindaco, Stefano Zuccarini. Il primo cittadino, come riferisce una nota del Comune, ha sottolineato la presenza degli ospiti "insieme a noi - come ogni anno - per mantenere viva e rinnovare la memoria di quel lontano ma indimenticato 3 febbraio del 1944: lontano nel tempo, ma il cui ricordo resta sempre attuale. In quel giorno d'inverno di oltre 80 anni fa, 24 uomini vennero caricati a forza da un reparto dell'esercito tedesco, su camion diretti verso i campi di concentramento di Mauthausen e Flossenburg: tra essi vi era anche un sacerdote, il parroco don Pietro Arcangeli. Soltanto tre di questi 24 catturati - ha ricordato Zuccarini - riuscirono a fare ritorno vivi nelle loro case e a rivedere i loro cari. E proprio il 3 febbraio di due anni fa, decidemmo di inaugurare le prime 'pietre di inciampo' apposte in varie zone strategiche del territorio comunale: un'iniziativa fortemente voluta dall'amministrazione comunale a cui faranno seguito - come da impegni - ulteriori collocazioni". "Oggi, come 82 anni fa - ha aggiunto il sindaco - siamo qui, insieme, in questa giornata, per ribadire che le persecuzioni, le guerre e le dittature vanno sempre e comunque condannate, senza se e senza ma, a prescindere dalle ideologie: soprattutto in questi tempi in cui la pace, la democrazia e la libertà tornano ad essere sotto attacco. Ringrazio di nuovo tutti per essere intervenuti, e vorrei chiudere con un ringraziamento a tutto il personale dei servizi cimiteriali per la cura e l'attenzione che riservano a questi luoghi e a questi monumenti alla memoria".