L’Amministrazione Comunale ha ricordato questa mattina la Giornata della Memoria con l’iniziativa “Pietre d’Inciampo” 2023, che si è svolta in Piazza Soprammuro, presso la rosa dei venti. Il Sindaco Massimiliano Presciutti, la Giunta Comunale, le autorità militari, gli studenti delle scuole gualdesi, con la presenza del Parroco Don Franco Berrettini che ha benedetto le Pietre d’Inciampo, hanno ricordato la memoria dei gualdesi Francesco Stella e Antonio Provvedi in Piazza Soprammuro dove è situato “un luogo della memoria” (realizzato nel 2022), che raccoglie tutti i nomi dei gualdesi morti nei campi di concentramento nazisti (vengono inseriti due nominativi all’anno), trascritti su delle pietre d’inciampo che sono collocate negli spazi compresi tra le punte della rosa dei venti che si trova sulla pavimentazione della Piazza stessa (la rosa dei venti è anche un simbolo molto appropriato per contenere le suddette pietre d’inciampo, visto che i corpi di alcune delle persone morte in quei luoghi sono da considerare addirittura definitivamente dispersi. La rosa dei venti è citata inoltre nella canzone di Guccini che ricorda Auschwitz). Un’iniziativa fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale a perenne memoria dei cittadini gualdesi morti nei campi di sterminio nazisti (nel 2020 è stata ricordata la memoria dei Fratelli Filippetti, nel 2021 sono stati ricordati Nello Saltutti e Silvio Biscontini, nel 2022 sono stati ricordati Secondo Bazzucchi e Germano Gaudenzi) per non dimenticare. “Il 27 gennaio 45 un gruppo di soldati dell’armata russa – ha dichiarato l’Assessore alla Cultura, Barbara Bucari - liberava il campo di concentramento di Auschwitz. Un giorno che ha fatto conoscere all’Europa e al mondo l’orrore dell’Olocausto. Un orrore che a volte rischia di diventare come tante altre cose oggetto di revisionismo e poi di oblio. Oggi e domani come Istituzioni abbiamo il dovere morale e civile di fare in modo che non si dimentichi. Di analizzare e far conoscere le storie di quanti perirono. La storia dei sommersi. Le storie anche dei tanti sommersi nostri concittadini. La storia ci serve per riflettere anche sul presente. La brigata russa che liberò il campo di Auschwitz si chiamava Primo Fronte Ucraino. Un simbolo in più per condannare anche lo spargimento di sangue e le vittime della guerra di oggi.