Era maggio del 2013 quando venne arrestato con l'accusa di estorsione: un imprenditore lo accusò di averlo ricattato . Fece scalpore a Gualdo Tadino l'arresto, prima in carcere, poi ai domiciliari di Massimiliano Parlanti, volto noto in città, già candidato sindaco nel 2009 con la lista civica "Il Nuovo" , attivista , membro di un comitato che si batteva su tematiche ambientali, tra queste l'opposizione all'ampliamento di aree di cava.
Quel maggio del 2013, mentre a Gualdo Tadino il tema cave era il punto caldo del dibattito politico , Parlanti fu arrestato dai Carabinieri nel parcheggio antistante il centro commerciale Porta Nova, nell'atto di ricevere una busta contente denaro da un soggetto legato all'imprenditore. Era una trappola; nel momento in cui Parlanti prese la busta, si fecero avanti i Carabinieri che lo ammanettarono . L'imprenditore, infatti, aveva in precedenza sporto denuncia per estorsione presso la locale stazione dei Carabinieri sostenendo di essere stato ricattato da Parlanti : 40 mila euro in contanti in cambio della fine di ogni attività del comitato ambientalista contro la coltivazione di cave nel territorio gualdese. Notte in carcere per l'attivista che ottenne in seguito gli arresti domiciliari e che si professò fin dall'inizio innocente. A seguire il processo con rito abbreviato dove Parlanti venne giudicato in base alle sole prove raccolte in fase di indagine, senza poter aggiungere nulla di più, venendo condannato con la sospensione della pena. Tutto finito? No, perchè Parlanti non si è mai dato pace per il fatto di non aver visto ascoltata la sua verità. La verità di Parlanti è che quel giorno al parcheggio del supermercato era in totale buona fede, era convinto, sostiene, di ricevere in una busta i documenti di un camion che stava acquistando dall'imprenditore, dopo colloqui telefonici e incontri preliminari tesi a siglare l'affare. Nessuna estorsione, nessuna richiesta di denaro. Le indagini all'epoca non avevano prodotto intercettazioni telefoniche che potessero confermare la sua versione dei fatti e l'essere stato colto con la busta in mano lo ha inguagliato.
Dopo la sentenza , tuttavia, Parlanti non si è dato per vinto. Assistito dall'avvocato Emma Contarini , ha iniziato dal 2015 un percorso finalizzato a dimostrare le lacune delle indagini condotte nel 2013 e, con l'aiuto di un consulente privato, ha ricostruito tabulati telefonici e raccolto testimonianze con le quali si è presentato dai Carabinieri del Comando di Gubbio per sporgere denuncia per calunnia nei confronti dell'imprenditore e di un suo collaboratore. Il Pm Manuela Comodi, chiusa l'istruttoria, ha chiesto il rinvio a giudizio per i due con udienza fissata davanti al Gup il prossimo giugno 2018. Contestualmente, le prove raccolte hanno convinto l'avvocato Contarini a perseguire la strada della revisione del processo a carico di Parlanti, affinchè possa essere riconosciuto completamente innocente dall'accusa di estorsione.
Gubbio/Gualdo Tadino
20/12/2017 09:48
Redazione