Natale si avvicina ma a pochi giorni dall'accensione dell'Albero di Natale più grande del mondo, anziché l'atmosfera di festa cresce quella delle polemiche a Gubbio.
Da un lato i timori purtroppo fondati che i numeri di flusso turistico fatti registrare lo scorso anno non potranno essere bissati, complice la campagna mediatica post terremoto che ha orizzontalmente traviato l'immagine dell'Umbria nei messaggi di distruzione, di rischi e di paura. Lodevoli ma altrettanto inefficaci i tentativi finora messi in campo per dimostrare e ottenere l'effetto contrario in un'area che dista 100 km dall'epicentro.
A questo si aggiungono le polemiche innescate sul fronte della gestione di risorse destinate proprio alla promozione. L'ultimo caso sollevato in sede di consiglio comunale dal gruppo M5S, contesta la decisione della Giunta di destinare una cifra di 6.600 euro – tratta dai proventi della tasso di soggiorno - ad un'ulteriore campagna di promozione: il problema secondo i pentastellati è che il bando con cui è stata assegnata la gestione del pacchetto Natale a Gubbio prevedeva che i costi promozionale per il Comune non vi fossero. A farsi portavoce di questa lamentela il consigliere comunale eugubino Mauro Salciarini, che ha anche postato su facebook questo interrogativo: non tanto sull'importanza di investire, ma sul perchè a farlo sia l'amministrazione con denaro pubblico dal momento che il dispositivo per selezionare il soggetto privato chiamato a gestire l'offerta natalizia in città avrebbe dovuto comprendere anche gli investimenti promozionali. L'interrogazione è stata dichiarata inammissibile ma è probabile che la questione, trascorse le festività, torni a galla. Nei giorni scorsi si era fatto sentire sempre dai banchi dell'opposizione l'esponente di centrodestra Gagliardi che aveva puntato il dita sulla proposta turistica del pacchetto “A Gubbio è Natale” e sulla mancata autorizzazione da parte della Soprintendenza di installare la pista di ghiaccio a Piazza Grande (nella foto la struttura del 2015), decisione che aveva spiazzato tutti.
E nelle ultime ore, a rincarare la dose, arrivano pure gli strali da Gualdo Tadino dove il sindaco Presciutti, nell'illustrare il programma del Natale in città, ha voluto provocatoriamente far riferimento al fatto che “non si accende un albero ma 45 giorni di festa” lamentando poi dietro le quinte la mancata risposta da parte dell'amministrazione eugubina di una possibile promozione congiunta della ormai tradizionale luminaria del monte Ingino con la novità del presepe emozionale che si inaugurerà venerdì prossimo nella città della ceramica.
Tutti temi che servono ad alzare la temperatura in vista del Natale. Nella speranza che a spegnerle sia un colpo di reni sul fronte turistico a partire dalla prossima attesa settimana.
Gubbio/Gualdo Tadino
30/11/2016 09:33
Redazione