In occasione del suo venticinquesimo anniversario, il Gubbio No Borders Festival inaugura l’edizione 2026 con un evento straordinario che si intreccia con le celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco. Il festival quest’anno si articola in due momenti: una special opening a luglio dedicata alla memoria francescana e il cuore del festival jazz ad agosto. Si parte quindi domenica 5 luglio, alle ore 21, presso il Chiostro della Pace del convento di San Francesco con la serata di apertura del progetto originale “Creature senza confine”, curato dal direttore del Jazz Club Gubbio Giovanni Baleani. "Lo straniero" consiste in un’azione scenica a cura dell’associazione teatrale Coro Aperto, con musiche dal vivo della No Borders Band. Questo primo atto del progetto è incentrato sulla figura dello straniero e sul tema dell’attraversamento dei confini. Il luogo scelto è altamente simbolico: la tradizione colloca infatti proprio qui l’arrivo di Francesco a Gubbio, accolto dalla famiglia Spadalonga dopo aver lasciato Assisi. “Francesco, pellegrino e senza dimora, viene qui interpretato come figura liminale: un uomo privo di appartenenza che entra in città e viene accolto. Prima ancora del lupo, è lui la “creatura senza confine”, colui che arriva da fuori e riesce a essere accolto dalla comunità”, spiega Giovanni Baleani. Attraverso l’improvvisazione scenica, la musica dal vivo e brevi testi narrativi — in parte tratti da Aldo Capitini — la serata esplorerà le dimensioni del cammino, dell’esilio e dell’incontro con l’alterità. L’iniziativa nasce dalla sinergia tra l’Associazione Jazz Club e la compagnia Coro Aperto, formata da giovani attori impegnati in una ricerca teatrale sperimentale, con l’obiettivo di rileggere la memoria francescana in chiave contemporanea. “Lo straniero” è il primo dei tre atti che compongono la pièce teatrale di “Creature senza confine”, un percorso artistico che ripercorre i passi di S. Francesco attraverso tre momenti significativi: l’accoglienza a Gubbio, l’ammansimento del Lupo in città e la sua memoria, con una veglia musicale a chiudere le tre serate.