“A Tavola con i Monaci” cresce e conferma la forza di un progetto capace di mettere in dialogo culture, religioni, tradizioni e generazioni diverse: partecipazione significativa e un bilancio particolarmente positivo, sia per la qualità degli incontri e dei contenuti, sia per la capacità dell’iniziativa di coinvolgere il pubblico attraverso un’esperienza che ha unito approfondimento e intrattenimento, per la due giorni tenutasi nel chiostro di San Pietro. Il tema degli “Incontri”, scelto per l’edizione 2026, ha trovato piena espressione nei diversi momenti del programma. Il confronto tra mondo cristiano, islamico ed ebraico ha caratterizzato i panel ospitati nell’ex Refettorio, con interventi di studiosi, rappresentanti religiosi e personalità di rilievo, affrontando il rapporto tra San Francesco e l’Islam, il dialogo con il mondo ebraico, il ruolo delle religioni e il patrimonio di conoscenze legato alla cultura del cibo. Un livello di approfondimento che ha rappresentato uno degli elementi maggiormente qualificanti della manifestazione, con relazioni e interventi capaci di intrecciare storia, spiritualità, tradizioni alimentari e patrimonio culturale. Particolarmente significativo anche il dialogo tra esperienze e saperi differenti: dalle erbe e dalla conoscenza della natura alla cultura del pane e del companatico, dalle tradizioni monastiche ai percorsi di pellegrini, viandanti e mercanti, fino al tema dei cammini religiosi: un percorso che ha permesso di leggere il cibo non soltanto come elemento della vita quotidiana, ma come parte di un patrimonio culturale fatto di memoria, scambi, contaminazioni e identità. Nel corso delle due giornate sono stati proposti prodotti, sapori e preparazioni riconducibili a tradizioni differenti, favorendo un vero e proprio scambio culturale attraverso la tavola. A completare l’esperienza, i menu speciali ideati per l’occasione, ispirati ai sapori e alle atmosfere del Medioevo e curati per accompagnare le due giornate dell’evento: piatti, ingredienti e ricette pensati per vivere un’esperienza diversa dal solito, sedersi a tavola, assaporare la storia e lasciarsi conquistare da gusti antichi. Grande partecipazione anche nel Chiostro, che per due giorni ha rappresentato una seconda anima della manifestazione, più informale e aperta alle famiglie. Il mercato degli antichi sapori, i prodotti dei monasteri, i cibi della tradizione orientale, l’artigianato, le esposizioni e la presenza delle arti e dei mestieri di Gubbio hanno accompagnato il pubblico in un percorso fatto di profumi, colori e suggestioni. Particolarmente apprezzata la presenza della Ludoteca Comunale, che ha proposto giochi e attività ispirati al Medioevo, trasformando il Chiostro in uno spazio di partecipazione anche per i più piccoli. Importante, inoltre, il coinvolgimento delle giovani generazioni e del mondo della scuola, con gli studenti dell’indirizzo agrario dell’Istituto Cassata Gattapone protagonisti di un laboratorio dedicato al rapporto tra produzione, natura e cultura del cibo. Un elemento che ha rafforzato la dimensione intergenerazionale del progetto, mettendo in relazione saperi antichi e nuove competenze. “Il bilancio di questa seconda edizione è per noi particolarmente positivo - sottolinea l’assessore alla Cultura Paola Salciarini - soprattutto per l’elevato livello e la qualità dei panel e degli interventi della parte culturale, che sono stati molto apprezzati dal pubblico. Chi aveva già partecipato alla prima edizione ha percepito una crescita importante sotto il profilo qualitativo e questo per noi è un dato particolarmente significativo. Allo stesso tempo, abbiamo visto quanto il Chiostro sia diventato uno spazio vivo, capace di coinvolgere famiglie, bambini, operatori e realtà diverse. È significativo che già al termine di queste giornate molti dei partner e dei soggetti che hanno partecipato ci abbiano manifestato non soltanto l’interesse a tornare il prossimo anno, ma anche la volontà di collaborare concretamente alla costruzione e all’organizzazione delle attività del Chiostro. È un segnale importante, perché significa che il progetto sta creando una comunità intorno a sé e che ci sono le condizioni per farlo crescere ancora. Proprio per valorizzare il livello dei contributi raccolti in questi due giorni, stiamo inoltre lavorando all’idea di realizzare in tempi brevi una pubblicazione che raccolga e restituisca i contenuti e le relazioni degli incontri, perché resti contezza di quanto emerso nel corso della manifestazione”.
Gubbio/Gualdo Tadino
21/09/2026 12:58
Redazione