E' una giornata che si gioca tra colpi di teatro, dichiarazioni urticanti e spolverate di ironia quella del consiglio comunale di Gubbio del 30 aprile quando il punto principale all'ordine del giorno era il voto sul bilancio consuntivo, che è passato con i voti di tutta la maggioranza e quello contrario delle opposizioni.
Visto così, un consiglio di routine con la cronaca giornalistica che poteva benissimo terminare qui, con poco slancio e poco da dire. Ma chi frequenta Palazzo Pretorio a Gubbio sa che quando suona il Campanone per annunciare l'adunata consiliare, qualche cosa di più colorito da dire c'è sempre rispetto all'ordine del giorno, condito da qualche “boutade” che anima il clima.
Ecco allora che la seduta si apre alle 9.30 circa del mattino con i consiglieri comunali divertiti ( più o meno) che stropicciano tra le mani una lettera anonima inviata al sindaco, capigruppo e segretario comunale da un buontempone eugubino che attacca il presidente del consiglio Mattia Martinelli. Tuttavia, vuoi l'anonimato della lettera che non dà autorevolezza al tema, vuoi qualche problema dello scrivente con il libro di grammatica delle elementari per quella lettera “h” del verbo avere apposta in modo fantasioso tra le righe, lo scritto naufraga tra le battute ironiche.
Tocca al sindaco Vittorio Fiorucci animare la mattina con le sue comunicazioni in cui annuncia le nuove deleghe di giunta, con la temperatura in aula che sale dal rigido al tiepido. Indica l'ingresso di un nuovo assessore, nella persona di Enrico Ceccarelli che tuttavia non c'è in aula, con i più romantici che sperano in un'entrata da colpo di teatro. Verranno delusi, tuttavia, dal fatto che Ceccarelli non può esserci perchè il sindaco lo ha solo indicato, ma non ha firmato il decreto di nomina che sarà necessario per vederlo in carne ed ossa in aula sul tavolo della giunta.
Nel carosello delle deleghe, Ceccarelli, quando entrerà, prenderà manutenzioni, Urp e protocollo; il vice sindaco Francesco Gagliardi cede le manutenzioni e prende il personale tenendo ambiente e rifiuti, personale che gli ha ceduto il sindaco, tenendo in cambio scuola e servizi sociali ( le deleghe che erano di Lucia Rughi ), mentre il turismo passa dall'accoppiata con la cultura , che resta a Paola Salciarini, all'accoppiata con lo sport di Carlotta Colaiacovo, scelta che in un mondo di turisti sempre più ciclo amatori e scalatori di montagne piuttosto che amanti dei musei, infondo si può dire segue la moda dei tempi.
Comunicazioni del sindaco terminate, via agli strali delle minoranze.
Apre le danze Rocco Girlanda di “Noi moderati”che stimola l'orgoglio di Nancy Latini di “Progetto Città” definendo questo gruppo di maggioranza “un gruppo umiliato dal sindaco” perchè non riceve nessun assessore. Assegna invece la palma della vittoria al “re” Robert Satiri di “Gubbio Civica” che “estorce”, afferma, un assessore di suo gradimento, in cambio del voto favorevole sul bilancio consuntivo.
“Sono un repubblicano convinto” risponde Satiri dai banchi della maggioranza che spiega il sostegno odierno al sindaco, malgrado le omeriche“ ire funeste” delle settimane scorse. “Siamo in mezzo al guado, ora è tempo di nuotare tutti insieme per raggiungere la riva, ovvero gli obiettivi per il bene delle città”. Nuotare, pedalare, camminare: tutti verbi di movimento quelli che usa Satiri nella sua arringa per confermare la fiducia al sindaco; guardare, osservare, valutare, tutti verbi di attesa e riflessione quelli che usa invece la capogruppo di maggioranza di “Progetto Città” Nancy Latini quando prende la parola. La temperatura a Palazzo Pretorio passa a questo punto dal tiepido al robusto tepore che invita ad incedere verso le più confortevoli maniche di camicia. Latini si dice delusa dal rimpasto di giunta:”Non per ambizione, ma perchè non si dà giusta dignità al gruppo Progetto Città che oggi esprime il maggior numero di consiglieri di maggioranza a Palazzo Pretorio”. Resta fedele al sindaco, sosterrà la giunta, aggiungendo tuttavia un “ma” alla sua frase, un ma che nel suo essere per definizione “congiunzione avversativa” crea qualche crepa alla proposizione principale. Latini afferma:”Siamo in maggioranza, ma saremo un gruppo critico, voteremo solo ciò che ci sembra buono per la città. ”
La minoranza a questo punto intercetta la palla che il portiere ha lanciato a uno dei difensori della sua squadra e prova con quella ad andare in gol. Nafissi parla di un sindaco fortemente più indebolito da queste affermazioni di “Progetto Città” di quanto non lo fosse prima per le posizioni di dissenso di Gubbio Civica: “ Ora ha due gruppi di maggioranza che lo stringono in mezzo”; Diego Guerrini di “Gubbio democratica” alza il tono di voce sui livelli acustici dell'inquisitore Torquemada e accusa il primo cittadino di essere vittima delle pressioni perugine che gli chiedono di non far cadere il governo a pochi mesi dal voto politico e fare la pace con “Gubbio Civica”; Simona Minelli dei Led parla di una situazione di stallo del fare amministrativo che sfrutta ad oggi quanto fatto dalla giunta precedente; Luigi Girlanda di “Rinascimento Eugubino” accorda nel frattempo gli strumenti dell'orchestrina del Titanic.
Difende la dignità del centro destra Sara Rinaldini di Fratelli d'Italia ricordando alle minoranze che la politica richiede equilibrio, moderazione e compromesso per giungere al fine del bene comune, gli fanno eco Luca Ramacci delle Lega e Riccardo Ciliegi di “Forza Italia” che bacchetta i colleghi di maggioranza di “Progetto Città” perchè, sintetizzando come dicevano le nonne, i panni sporchi si lavano in casa e non in consiglio.
Il sindaco Fiorucci resta seduto per tutto il tempo con calma serafica, ogni tanto osserva il cellulare e scrive qualcosa, non batte ciglio e ascolta tutti, anche quando gli stracci scomposti volano in aria su frasi del tipo: “ Qui non valgono rapporti di amicizia, parentela o di letto” o “Sinora era solo una a starnazzare in questa aula” o quando due suoi assessori, Capannelli e Farneti, vengono messi alla stregua del buon Gesù, traditi e rinnegati dai loro stessi sostenitori (Gubbio Civica fuori di metafora ), che li avrebbero sacrificati per un accordo pacificatore.
Alla fine il primo cittadino prende la parola e ribatte lapidario alle accuse:”Il riferimento istituzionale di questa città sono io, non il presidente del consiglio, non le dirigenze perugine . Le decisioni da me prese sono il frutto di un lavoro di bilanciamento e ricucitura fatto nell'interesse esclusivo della città“ . Poco dopo al microfono di TRG arriva il paragone ceraiolo per spiegare quale sarà lo scenario futuro: “ Se sono di San Giorgio – afferma - posso scalpitare per correre , ma so benissimo che davanti c'è Sant'Ubaldo e dietro Sant'Antonio , questo è e questo non cambia”. Tradotto: ognuno faccia il meglio nel ruolo assegnato, restando però al suo posto.
Gubbio/Gualdo Tadino
30/04/2026 12:50
Redazione