Il lungo viale della Rimembranza, inaugurato dal re Vittorio Emanuele III nel 1924 insieme al monumento ai caduti della prima guerra mondiale in piazza 40 Martiri, è ancora oggi uno dei principali snodi della mobilità cittadina. Ma i tanti decenni trascorsi dalla sua inaugurazione, hanno inevitabilmente lasciato il segno. Sono soprattutto le essenze arboree a mostrare l’inesorabile trascorrere del tempo, ma ancor di più le targhette metalliche che vennero applicate ad ogni albero con il nome e la data di morte dei caduti eugubini. Oggi, a quasi cento anni di distanza, camminando lungo il viale, si nota facilmente il cattivo stato di conservazione di quella realizzazione. Nel migliore dei casi è la ruggine a farla da padrona e a rendere quasi illeggibile la maggior parte dei nomi. Svariata la tipologia di ciò che resta delle targhette originali: alcune di queste si sono spezzate probabilmente con la crescita del tronco al quale sono affisse; altre sono parzialmente staccate e rischiano di cadere a terra e perdersi tra la ghiaia dei viali pedonali; altre ancora sono state fissate con metodi artigianali; alcune si sono fuse con il legno degli alberi e ormai quasi completamente ingoiate; altre infine, ancora saldamente abbarbicate ad un albero che però purtroppo è ormai secco.La memoria visiva dei nomi dei caduti eugubini non ha avuto miglior sorte con il monumento, voluto dal Rotary Club Gubbio e inaugurato tutto sommato in epoca recente, nel 2003, ma che già mostra i segni di un veloce decadimento con i caratteri che hanno perso il colore nero e sono praticamente illeggibili, se non da pochi centimetri di distanza.