Assisi, Betlemme e la Palestina "Unite da un filo d'amore", una mostra dedicata all'arte del ricamo a mano inaugurata nella città umbra in occasione della Giornata internazionale della donna, la mostra, che unisce la città serafica. Un progetto fra cultura, tradizione e solidarietà, che mette insieme "Punto Assisi" e "Tatreez", antiche tecniche di ricamo portate avanti da donne assisane e palestinesi. Ad unirle è il cosiddetto punto croce su cui entrambe si basano, oltre alla passione di tante ricamatrici, che con ago e filo creano vere e proprie opere d'arte. L'esposizione - visitabile con ingresso libero fino al 12 aprile - si trova nella sala ex Pinacoteca, in piazza del Comune. È composta da numerosi oggetti fra complementi di arredo, accessori e abiti provenienti da Assisi, dalla città gemellata Betlemme e da vari territori palestinesi, prestati da privati e dalla "Rete Radiè Resch". L'iniziativa è stata promossa da Comune di Assisi con il Comune di Betlemme, Regione Umbria, Accademia Punto Assisi e Fondazione Laboratorio di San Francesco, in collaborazione con Cammino francescano di qui passò Francesco... Con le ali ai piedi, Unpli Umbria, Pro Loco Assisi, Società Culturale Arnaldo Fortini, Calendimaggio Assisi, Università di Tutte le Età Assisi, Accademia Properziana del Subasio. All'inaugurazione sono intervenuti il sindaco di Assisi Valter Stoppini, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, Luisa Morgantini ex presidente del Parlamento europeo e attivista per pace e diritti umani, Daoud Ismail, promotore della cultura palestinese che ha fornito alcune opere in mostra, Liviana Bortolussi, responsabile della "Rete Radiè Resch", Tiziana Borsellini e Angela Seracchioli, curatrici della mostra. Presenti anche il vicesindaco di Assisi Veronica Cavallucci, gli assessori Donatella Casciarri e Fabrizio Leggio, consiglieri comunali e rappresentanti del tessuto associativo. "Si tratta di un progetto - ha sottolineato Stoppini - che nasce dall'unione di due città gemellate, Assisi e Betlemme. Non solo un filo d'amore, ma una matassa che rafforza collaborazione, dialogo e speranza fra due popoli. Abbiamo scelto la data simbolica dell'8 marzo per l'inaugurazione anche per ricordare il ruolo fondamentale delle donne, ad Assisi come in Palestina e nel mondo intero, auspicando più inclusione e diritti". "Una mostra - ha evidenziato la presidente Proietti - che unisce bellezza del ricamo, del lavoro e del genio femminile e che racconta come la speranza vada oltre la guerra. Le donne, insieme ai bambini e ai più fragili, sono le prime vittime dei conflitti. Da Assisi e dall'Umbria intera, vogliamo dire loro che non sono sole e che la pace non è un'utopia, ma può essere costruita da tutti, ogni giorno, in ogni luogo della terra, anche attraverso iniziative del genere". Nel corso dell'evento, è stato ricordato da più parti la necessità di promuovere a tutti i livelli la cultura della pace, dei diritti, dell'inclusione delle donne nella società, del dialogo e dell'integrazione fra culture diverse. La mostra è visitabile tutti i giorni fino al 12 aprile prossimo, dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 19. Sono previsti diversi eventi collegati alla stessa, con conferenze, workshop di ricamo, presentazioni di libri, concerti.
Assisi/Bastia
08/03/2026 14:15
Redazione