La Uil dell'Umbria lancia l'allarme caldo per i lavoratori che operano in grandi capannoni industriali, negli spazi delle tantissime piccole e medie imprese dove si "raggiungono, in estate, temperature immani provocando frequentemente malori ai lavoratori". Il sindacato chiede quindi più controlli. "Il caldo record di questi giorni è ormai un'emergenza che mette a rischio anche la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro" sottolinea la Uil dell'Umbria. "Intendiamo segnalare e mettere sotto i riflettori - spiega - tutte quelle situazioni che sfuggono dall'ordinanza regionale per i lavoratori esposti al sole, recentemente rafforzata e ampliata. I grandi capannoni industriali delle nostre realtà produttive, e purtroppo anche gli spazi delle tantissime piccole e medie imprese dell'Umbria, raggiungono, in estate, temperature immani provocando frequentemente malori ai lavoratori. Sono infatti troppi i luoghi nei quali non esistono impianti di condizionamento adeguati a raffreddare gli ambienti, magari surriscaldati anche dal tipo di produzione". "Questa situazione è ormai inaccettabile - continua la Uil - soprattutto in un contesto climatico che rende sempre più frequenti le ondate di calore. Occorre dunque attivare e rafforzare i controlli della Regione, tramite Usl, e tutte le altre misure di sorveglianza possibili, affinché i lavoratori e le lavoratrici siano tutelate al massimo. Gli investimenti per impianti di raffrescamento non possono essere considerati come costi, ma sono investimenti e garanzie a tutela dei lavoratori. Investimenti necessari nelle grandi realtà e nelle piccole aziende, che spesso si trovano meno soggette ai controlli. Diciamo dunque no al profitto a tutti i costi, sulla pelle dei lavoratori".