Con la conferenza stampa di presentazione, che si è tenuta oggi alla Camera del lavoro di Perugia, ha preso il via anche in Umbria la campagna di mobilitazione e sensibilizzazione "Diamo linfa al bene", promossa dall'associazione Libera per chiedere al governo che il 2% del Fondo unico di giustizia venga investito per sostenere i progetti di reimpiego e riutilizzo dei beni sequestrati alle mafie. Una misura, sostenuta e portata avanti a livello regionale anche dallo Spi Cgil, che riguarderebbe anche l'Umbria dove sono oltre 70 i beni confiscati alle mafie negli anni, dei quali due già affidati - "bisognerebbe abbreviare i tempi burocratici e snellire le complesse procedure di affidamento" è stato sottolineato -: circa 100 ettari di terreno a Pietralunga, sequestrati alla 'ndrangheta e gestiti dalla cooperativa Pane&Olio, e un immobile ad Acquasparta (Casa Biagetti), confiscato a persone legate a un clan mafioso siciliano, in cui sono stati realizzati appartamenti a canone concordato per giovani coppie e single con bassi redditi. Strutture e beni che, quasi sempre, però, necessitano di importanti investimenti per poter essere riutilizzati, tornare a nuova vita ed essere legalmente remunerativi. È da questa constatazione, dall'esigenza di trovare fondi per sostenere le iniziative di riuso sociale dei beni confiscati alle mafie, che nasce la campagna Diamo linfa al bene comune. A illustrare l'iniziativa sono stati Andrea Farinelli, segretario generale dello Spi Cgil Umbria, Patrizia Venturini, segretaria regionale dello Spi Cgil Umbria, e Brunetta Bellucci, responsabile del presidio Libera di Perugia. Presenti anche i segretari generali degli Spi Cgil provinciali di Perugia e Terni, Fabrizio Fratini e Attilio Romanelli. Per raggiungere questo obiettivo Libera e lo Spi Cgil, grazie al suo radicamento nel territori e alla capillarità delle sue strutture e dei suoi iscritti, distribuiranno cartoline in tutta la regione, contenente questo appello, che saranno spedite per aprire una vertenza pubblica e diretta verso il governo.