Va a trovare il marito in carcere con le tre figlie minorenni, tentando di introdurre nell'istituto penitenziario un quantitativo di droga che aveva nascosto nelle parti intime: la donna è stata scoperta dalla polizia penitenziaria, anche con l'aiuto delle unità cinofile del Corpo ed è stata arrestata. E' successo nella casa di reclusione di Orvieto. Lo rende noto il Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria) che esprime "vivo apprezzamento per l'ennesima brillante operazione condotta dal personale di polizia penitenziaria in servizio nell'istituto umbro, che ha portato al sequestro di un ingente quantitativo di hashish (circa 50 grammi) e all'arresto in flagranza di reato" della donna, accompagnata nella serata di ieri al carcere di Perugia. "Questo ennesimo sequestro e il conseguente arresto - dichiara Fabrizio Bonino, segretario regionale del Sappe per l'Umbria - pongono ancora una volta all'attenzione dell'opinione pubblica la pericolosità intrinseca dello spaccio all'interno degli istituti penitenziari. Un fenomeno che genera veri e propri traffici, sopraffazione e un clima di illegalità inaccettabile, con alcuni detenuti che approfittano della loro posizione per sottometterne altri più deboli". Il sindacato chiede "con forza alla direzione del carcere di Orvieto e al Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria di adottare provvedimenti esemplari. È necessario sanzionare pesantemente i detenuti ai quali era destinata la droga e disporre il loro immediato trasferimento dall'istituto di Orvieto, che ricordo essere un carcere a trattamento intensivo". "Ad un certo punto - aggiunge Bonino - l'Amministrazione deve avere il coraggio di distinguere. Deve individuare e limitarsi a contenere, privandoli di tutti i benefici di legge, quei soggetti che continuano imperterriti a delinquere anche dietro le sbarre". "Il nostro plauso più sentito - afferma ancora - va ai colleghi del carcere di Orvieto che hanno concluso tutte le operazioni alle 2 di notte senza smontare dal servizio dalla mattina. Non possiamo dimenticare che questi brillanti risultati vengono ottenuti da donne e uomini afflitti da una carenza organica ormai cronica e insostenibile".