Prosegue il programma di ammodernamento tecnologico dell'ospedale di Città di Castello, finanziato attraverso il Lascito Mariani. Sono state completate la consegna, il collaudo e la messa in funzione di due nuove apparecchiature destinate alla cardiologia e all'ostetricia e ginecologia, per un investimento complessivo di oltre 135mila euro. Lo scorso 31 agosto è stato collaudato il nuovo poligrafo elettrofisiologico EP-Tracer ProCart Dual Monitor a 70 canali, acquisito per la cardiologia con un investimento di 84.790 euro. "Grazie a questa acquisizione e alla visione prospettica della direzione strategica - sottolinea in una nota della Usl Umbria 1 il dottor Andrea Mazza, direttore della struttura complessa di cardiologia e Utic (Unità di terapia intensiva cardiologica) dell'ospedale di Città di Castello - è stata realizzata un'implementazione tecnologica fondamentale per accrescere ulteriormente la qualità delle prestazioni erogate dalla struttura. Il nuovo poligrafo avrà una grande utilità nello studio elettrofisiologico delle aritmie e costituisce uno dei presupposti tecnologici per l'avvio, previsto a breve, delle procedure di ablazione transcatetere presso la struttura complessa di cardiologia dell'ospedale di Città di Castello". È già operativa presso l'ostetricia e ginecologia la nuova colonna isteroscopica SynergyID, collaudata lo scorso 19 agosto e acquistata con un investimento di 50.617,80 euro. Si tratta di una piattaforma endoscopica di ultima generazione che integra in un'unica unità la telecamera con acquisizione nativa 4K, la sorgente luminosa LED e i sistemi di registrazione, archiviazione e condivisione di immagini e video. "La nuova colonna - spiega il dottor Dario Rossetti, direttore della struttura complessa di Ostetricia e Ginecologia degli ospedali di Città di Castello e Branca - è un sistema di ultima generazione, dotato di tecnologia 4K e di una pompa di irrigazione con regolazione automatica della pressione, utilizzabile sia per gli interventi di chirurgia ambulatoriale sia in sala operatoria. La nuova dotazione permette di migliorare la qualità delle immagini, la precisione delle procedure e la sicurezza delle pazienti". Il sistema sarà impiegato per l'attività isteroscopica diagnostica ambulatoriale e per le procedure operative in sala operatoria. A regime potrà essere utilizzato fino a tre volte alla settimana, per un volume stimato di circa sette-otto interventi settimanali. "Queste acquisizioni - sottolinea Elena Franchi, dirigente ingegnere biomedico - rappresentano il risultato di un percorso condiviso tra direzione strategica, professionisti sanitari, ingegneria clinica e unità operativa acquisti: dalla definizione dei fabbisogni alla valutazione tecnica, dalle procedure di acquisizione fino al collaudo e alla messa in servizio. L'obiettivo è trasformare le risorse del Lascito Mariani in tecnologie concretamente operative, sicure e coerenti con i percorsi clinico-assistenziali, capaci di ampliare le prestazioni disponibili e di accompagnare lo sviluppo futuro dell'ospedale". Entro la fine del 2026 sono previste nuove acquisizioni e la progressiva entrata in funzione di ulteriori apparecchiature comprese nel programma.