Ancora tre mesi di tempo per scoprire le innumerevoli declinazioni artistiche di uno degli episodi più celebri e simbolici della vita di San Francesco: l’incontro con frate lupo. L’esposizione, intitolata: “Francesco e Frate Lupo. L’arte racconta la leggenda dell’incontro”, promossa dal Comune di Gubbio, dalla Chiesa Eugubina, dal Museo Civico di Palazzo dei Consoli e dal Museo Diocesano di Gubbio, con l’organizzazione e il sostegno di Opera Laboratori, sarà prorogata, infatti, al 19 aprile 2026. In poco più di tre mesi la mostra, inaugurata lo scorso 27 settembre e con la chiusura inizialmente prevista per l’11 gennaio 2026, è stata visitata da oltre 10mila persone. L’iniziativa gode del patrocinio del Comitato cittadino permanente “Francesco a Gubbio”, del Comitato Nazionale San Francesco 800 e del Club Alpino Italiano, e rappresenta il cuore pulsante delle celebrazioni per l’Ottavo Centenario della morte del Santo, in programma tra il luglio 2025 e il dicembre 2026. Una vera e propria mostra-evento che riunisce per la prima volta oltre 250 opere tra dipinti, sculture, ceramiche, manoscritti, incisioni e libri illustrati, provenienti da musei, archivi, biblioteche e collezioni private italiane ed estere. Si potranno ammirare, tra gli altri, capolavori di Gerardo Dottori e significative testimonianze della ceramica eugubina del Novecento, fino alle interpretazioni contemporanee di artisti che hanno riletto in chiave attuale il simbolo di Francesco e del lupo. Il percorso espositivo distribuito in tre sedi tra il Museo Civico di Palazzo dei Consoli, il Museo Diocesano e le Logge dei Tiratoi si articola in più sezioni, dedicate all’evoluzione iconografica dal Quattrocento alla contemporaneità e alla sua diffusione, al linguaggio della ceramica, all’arte del Novecento e alle creazioni più recenti. Accanto alle opere, il progetto è arricchito da un catalogo a cura di Cristina Galassi, Ettore A. Sannipoli (Silvana Editore, 343 pagine a colori) e da contributi multimediali e installazioni immersive, oltre che da itinerari cittadini nei luoghi della leggenda, come la chiesa di Santa Maria della Vittorina, San Francesco della Pace e il monumento di Farpi Vignoli (1973). Gubbio, con la sua storia e i suoi monumenti, profondamente legati alla presenza francescana, diventa così cornice e protagonista di un racconto che unisce arte, spiritualità e memoria collettiva. “Credo - spiega la curatrice Cristina Galassi - che i visitatori abbiano colto pienamente il messaggio di custodia della pace, di apertura verso gli altri e di rispetto del creato che racchiude quest’esposizione. La mostra racconta tutto questo attraverso opere che, già agli inizi del Quattrocento, esprimevano con forza tali valori. Non era mai stata realizzata una mostra dedicata a questo tema. Non poteva che nascere a Gubbio e anche per questo a ha riscosso un successo così significativo. Il pubblico ha saputo apprezzare non solo la bellezza delle opere, ma anche l’importanza del messaggio universale di San Francesco, capace di parlare a tutti. Attraverso l’arte siamo riusciti a trasmettere un messaggio forte e attuale, valorizzato in tutte le sue espressioni”. La mostra è stata possibile anche grazie al sostegno della Fondazione Perugia, della Scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici, dell’Università per Stranieri di Perugia, dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, con il contributo della Regione Umbria e la collaborazione di Gubbio Cultura, La Medusa Associazione Culturale, Fondazione FoRame, Biblioteca Sperelliana, Associazione Maggio Eugubino, Festival del Medioevo e Università dei Muratori Scalpellini ed Arti Congeneri. Decisivo il sostegno delle realtà imprenditoriali e associative del territorio, tra cui Colacem, Colabeton, Financo, CVR, Unicoop Etruria, Ti Style, Cementerie Aldo Barbetti, Redil, Cau, Lieve e Rotary Club di Gubbio. Con Francesco e Frate Lupo. L’arte racconta la leggenda dell’incontro, Gubbio rinnova il suo legame profondo con San Francesco e offre al pubblico un’occasione unica di riflessione e bellezza. L’abbraccio tra Francesco e il lupo, ieri come oggi, parla di pace, rispetto e fraternità universale: valori che l’Ottavo Centenario intende riscoprire e trasmettere alle generazioni future.
Gubbio/Gualdo Tadino
07/01/2026 17:39
Redazione