"Nessuno deve dimenticare chi è morto per la libertà di informazione: da Ilaria Alpi e Miran Hrovatin a Mario Paciolla e Andrea Rocchelli. Morti senza verità e senza giustizia": lo ha sottolineato Giuseppe Giulietti, coordinatore dell'associazione Articolo 21, intervenendo all'evento pubblico dedicato alla memoria di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, oggi a Perugia, nel salone d'Onore di palazzo Donini. "Proprio a Perugia - ha ricordato - fu accertato il depistaggio. Ma quella pista non è mai stata davvero seguita fino in fondo. Per questo siamo qui: per verificare la possibilità di presentare un nuovo esposto e chiedere la riapertura delle indagini. I depistatori sono ancora vivi, e quindi si può ancora fare luce". Giulietti ha richiamato le parole della madre di Ilaria Alpi, Luciana: "So che non avrò giustizia, non prenderanno mai gli assassini, ma voglio la verità". "E la verità - ha sottolineato - significa capire chi, nelle prime ore, ha fatto sparire prove, video, agende. Anche lì c'erano elementi fondamentali che sono stati cancellati". Il coordinatore di Articolo 21 ha poi ricordato l'assoluzione, dopo 16 anni, di Omar Hassan, senza che si arrivasse però a una verità definitiva. "Fu la giornalista di Rai 3 Chiara Cazzaniga a trovare il testimone e a far emergere che quel testimone aveva mentito. Una vicenda con troppe anomalie per essere archiviata". "Onorare queste vittime - ha concluso - non significa solo apporre una targa, ma pretendere verità e giustizia. Ci sono uomini dei servizi ancora in vita che possono e devono testimoniare. Dimenticare è la cosa peggiore: significa disonorare se stessi, il proprio ruolo e la Costituzione. Sono stati uccisi mentre cercavano la verità. Sono passati 32 anni, ma questo non conta: finché non ci sarà giustizia, questa vicenda non deve essere archiviata". L'iniziativa, dal titolo "Ilaria Alpi e Miran Hrovatin oltre il depistaggio - Rileggere la verità a partire dalla sentenza della Corte d'Appello di Perugia", rappresenta un momento di riflessione e approfondimento sulla vicenda dei due giornalisti assassinati a Mogadiscio il 20 marzo 1994.