Torna il Rally dell'Umbria, l'evento creato dal Moto Club Umbria e nato come gara dei Campionati italiano ed europeo, trasformatosi poi dal 2013 in turistico, al fine di permettere ai motociclisti di tutta Europa di poter conoscere il cuore verde d'Italia con la giusta calma, non permessa durante le competizioni. Con queste premesse è stata presentata oggi l'edizione 2026 dell'evento che ne conta sei edizioni agonistiche (dal 2000 al 2005 compresi), più altre nove turistiche a cui però andrebbero aggiunte anche le varie Anàbasi, dalla 300 che prosegue forte di un successo strepitoso dal 2013 alla Boòn, che di fatto nelle sue quattro edizioni è stata il preambolo del rinnovato Rally dell'Umbria. Una storia articolata, che consente di poter classificare comunque come 15/a l'edizione del Rally dell'Umbria 2026. Il presidente Filippo Ceccucci e i suoi tanti collaboratori volontari (l'Asd Moto Club Umbria conta oltre 400 soci) hanno creato una formula che ha riscosso un grande successo: "Portare il mototurismo ad addentrarsi alla scoperta di quegli aspetti naturali ed umani che solo chi ha una conoscenza assoluta del suo territorio può permettersi. I soci del Moto Club del resto testimoniano un profondo amore per la propria terra a chiunque la viva, che sia vegetale, animale o umano, con un totale rispetto per culture e tradizioni del passato, che vanno dall'arte fino all'enogastronomia, passando per natura e botanica", ha spiegato l'organizzatore illustrando il programma dell'evento. Proprio questi sono gli aspetti che ogni anno attirano tanti partecipanti, tanto da colmare in poche ore i 250 posti disponibili. Proprio per il rispetto dei fragili equilibri dei luoghi attraversati il numero è limitato. "Nelle tre giornate - ha proseguito Ceccucci - i percorsi saranno come sempre straordinari, ben distinti e realizzati appositamente di anno in anno. Per il 2026 saranno 29 i comuni dell'Umbria attraversati (più altri quattro delle Marche, Regione anch'essa patrocinante l'evento) e circa 750 i chilometri, tutti seguendo il "roadbook" (una delle specialità del Moto Club Umbria, l'unico disegnato a mano nota per nota) sia nella classica versione cartacea che in quella più moderna digitale su un tablet. Oltre alle meraviglie paesaggistiche, i partecipanti potranno anche godersi quella che è in effetti l'unica vera "competizione", quella tra le varie Pro loco ospitanti per offrire il meglio della gastronomia del proprio territorio a chilometro zero. Ma le sinergie sono tante e tutte finalizzate a creare una vetrina per l'Umbria e le sue città. Per questo ringraziamo di cuore enti e Comuni coinvolti a partire da quello di Perugia, nelle persone della sindaca Ferdinandi e degli assessori Croce e Vossi, che ancora una volta ci manifestano amicizia e supporto". Il primo atto dell'edizione 2026 è fissato per la giornata di giovedì 23 aprile fin dalle 10.00 di mattina con le operazioni preliminari e di segreteria all'interno della Loggia dei Lanari, in piazza Matteotti a Perugia, con il parco-moto localizzato ai Giardini Carducci. Venerdì mattina, poi, alle 9.00 il briefing con saluto delle autorità nella sala dei Notari di palazzo dei Priori e la successiva partenza della prima tappa da corso Vannucci, la sosta per il pranzo a Monte Cavallo nelle Marche e il rientro dalle 17.00 ai Giardini Carducci. Sabato 25 aprile, invece, si andrà - sempre partendo da Perugia - verso la Valle Umbra Sud e la Valnerina. Ultima tappa, la terza, domenica 26, da Perugia all'alto Tevere transitando per la colazione nel borgo di Antria e con arrivo a Monte Santa Maria Tiberina dove si svolgerà la festa conclusiva dell'evento nello storico Palazzo Bourbon. Tutte le informazioni, con lo slogan "La differenza tra conoscere una strada e conoscere un territorio", sono reperibili sul sito internet www.motoclubumbria.com Dai dati delle iscrizioni all'edizione 2026 - spiegano gli organizzatori - i partecipanti non italiani sono la maggioranza: quasi i due terzi provengono da fuori Italia. A fronte del 37,1% di italiani, c'è un 45,5% di tedeschi, quindi un 9% di austriaci, poi francesi, svizzeri, olandesi, spagnoli ma anche sudafricani, statunitensi e indiani. Il 45,1% dei partecipanti ha un'età compresa tra i 51 e i 60 anni, il 25,8% tra i 61 e i 70 e a seguire il 14,6% tra i 41 e i 50 e il 9,9% tra i 31 e i 40 anni. I dati parlano anche di un 78% di "ritornanti", persone cioè che hanno conosciuto l'Umbria grazie al Rally e ci sono tornate per averne scoperto fascino e bellezza.
Perugia
20/04/2026 13:28
Redazione