"Fin dal marzo 2017 gran parte dei terremotati ha alloggi prefabbricati, moduli collettivi o è ospitata in alberghi o in autonoma sistemazione. Tuttavia procedure burocratiche, sovrapposizione di competenze, vincoli e norme stanno rallentando i processi necessari ad una rapida ricostruzione": lo dice il presidente della Consulta del volontariato di Protezione civile dell' Umbria, Giuliano Santelli, riconoscendo comunque la vastità dei danni e "la complessità di intervenire in un territorio geograficamente complicato", oltre alla "difficoltà di reperire le aree per le casette o definire le aree dove portare e selezionare le macerie". Per Santelli, occorre "ricostruire con tecniche ancor più avanzate" di quelle che comunque hanno consentito all' Umbria di sopportare un sisma violento come quello del 30 ottobre 2016 subendo sì danni rilevanti, ma senza vittime. "Come volontari di Protezione civile abbiamo toccato con mano invece le difficoltà nella gestione dell' emergenza", spiega Santelli, ricordando che nelle aree del sisma hanno operato oltre 2.550 volontari e 85 organizzazioni e gruppi comunali. "Il volontariato è stata la vera spina dorsale del sistema umbro", ribadisce il presidente della Consulta, che sollecita "una nuova legge regionale sul volontariato di protezione civile, investimenti sulla formazione e la costruzione di una vera e propria colonna mobile regionale, con mezzi ed attrezzature".