Città di Castello con Amatrice nel nome dei Vitelli: “C’è qualcosa che, oltre alla comune esposizione sismica, ci lega alle terre colpite dal drammatico terremoto di agosto. E’ la storia dei Vitelli” ha ricordato il vicesindaco tifernate Michele Bettarelli nell’annunciare proprio da Amatrice “una serie di iniziative di solidarietà che saranno sviluppate a Città di Castello nei prossimi mesi perché i beni della cultura sono la nostra identità e da questa identità, posso rinascere le città anche se gravemente ferite”. Sullo sfondo di questa mobilitazione il sopralluogo dei rappresentanti del Programma Protezione dei beni culturali della Regione Umbria e Ministero nell’ambito della cooperazione con Spagna, Francia e Austria nelle zone colpite dal terremoto per valutare insieme alle autorità presenti nello scenario post-sismico quali interventi siano prioritari e su quale parte del patrimonio monumentale ed urbanistico, fortemente compromesso dal sisma, nel quale figura anche il Palazzo Orsini, ex Palazzo Vitelli, progettato da Cola dell’Amatrice, che prima di essere pittore era architetto, su mandato di Alessandro Vitelli, a cui il feudo di Amatrice era andato per meriti di guerra. Si tratta dello stesso artista che forse progettò e sicuramente dipinse lo scalone di Palazzo Vitelli alla Cannoniera, sede della Pinacoteca. “La storia dunque per governare insieme la difficile contemporaneità” ha aggiunto il vicesindaco in delegazione insieme ai Fabrizio Boldrini e Marco Conti, rappresentanti della Fondazione Villa Montesca, a cui, in seno al progetto europeo Pro.me.he, è stato chiesto di offrire la propria esperienza di programmi europei di protezione civile e di organizzare la formazione di addetti delle squadre di pronto intervento. “Lo stato della zona rossa è impressionante” commenta a margine della visita il vicesindaco “Città di Castello ha compiuto e sta compiendo passi importanti per porre gli argini che la scienza offre ad un fenomeno non prevedibile e non controllabile. La prevenzione è l’unica strada. Prima che accada, ma anche dopo, per evitare che il terremoto cancelli singole esistenze e intere comunità, spopolando luoghi pieni di vita e di storia”. Le delegazioni si sono incontrare presso il Campo Friuli, nel comune di Amatrice, dove esperti del Dipartimento nazionale hanno presentato gli effetti post-sismici. In un incontro con il responsabile della Unità Cooperazione internazionale della Protezione Civile nazionale Luigi D’Angelo, il vicesindaco Bettarelli ha offerto la disponibilità di Villa Montesca e di Città di Castello per ospitare i futuri eventi della delegazione della cooperazione intermediterranea.