"Furia distruttiva" da parte di alcuni detenuti, nel carcere di Terni, dove una sezione è stata "devastata": lo riferisce il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria, che, per voce del segretario regionale Fabrizio Bonino, fornisce una ricostruzione dettagliata dei "gravi disordini" avvenuti nel pomeriggio di ieri, domenica 22 febbraio, all'interno della casa circondariale. "Tutto ha avuto inizio nella sezione I, reparto di media sicurezza - spiega Bonino - quando due detenuti di origine italiana hanno preteso di spostarsi in un'altra sezione. Al rifiuto opposto dal collega di sezione, i due hanno tentato di aggredirlo. L'intervento tempestivo dell'ispettrice di sorveglianza ha permesso di sventare l'aggressione sul nascere. Giunta sul posto, però, la stessa ispettrice è stata presa di mira dal detenuto, campione di arti marziali". I due - coadiuvati da altri detenuti ancora in fase di identificazione - hanno successivamente divelto brande e staccato i termosifoni dalle pareti e le plafoniere, sfondato i vetri. Si sono poi barricati all'interno. "Grazie al coraggio e alla determinazione del poco personale e di numerosi colleghi che, seppur liberi dal servizio sono corsi in aiuto dei compagni", si è potuto gestire la fase critica. Alle ore 22.00 circa, con l'intervento del Reparto operativo regionale, si è riusciti a riportare la calma. "L'intera sezione - spiega il Sappe - è stata completamente devastata. Miracolosamente, non si registrano feriti tra il personale. Sul posto è giunto il provveditore dell'Amministrazione penitenziaria per l'Umbria e le Marche". "Quanto accaduto ieri a Terni è la fotografia più nitida e drammatica di un sistema carcerario in totale ebollizione", ha commentato Fabrizio Bonino. Anche il sindacato Osapp interviene sull'accaduto, segnalando - in una nota - "l'inferno nel carcere di Terni, con 70 detenuti rivoltosi per ore" e denunciando "la devastazione della sezione I, ora inagibile, e l'assurda decisione di costringere il personale a lavorare tra le macerie e i fumi degli incendi per mancanza di trasferimenti. Chiediamo la chiusura immediata della sezione e protocolli certi".