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Spello: la porta romana di Borgo San Sisto torna a consentire il collegamento tra via Sant’Anna e Borgo San Sisto

Spello si riappropria di Porta Borgo San Sisto che torna a consentire il collegamento tra via Sant'Anna e i vicoli di Via Borgo San Sisto.

Spello si riappropria di Porta Borgo San Sisto che torna a consentire il collegamento tra via Sant’Anna e i vicoli di Via Borgo San Sisto. E’ stata inaugurata sabato scorso nel corso di una cerimonia ufficiale un bene di notevole pregio storico-architettonico, la porta risalente all’epoca romana e facente parte dell’impianto originale della cinta augustea di Spello; al momento molto atteso dalla cittadinanza sono intervenuti il sindaco Moreno Landrini, Fernanda Cecchini assessore alla Cultura Regione Umbria, Gabriella Sabatini, archeologa responsabile per Spello della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell'Umbria, l’ing. Massimo Meschini dello studio tecnico che ha curato i lavori e nel ruolo di coordinatrice, Michela Giuglietti responsabile Sistema Museo; sono intervenuti anche i rappresentanti dell’Associazione Hispellvm e la Legio XXII PPF.L’intervento – che ha visto un impegno complessivo di 250 mila euro finanziato per l’80 per cento dalla Regione Umbria tramite il POS FESR 2007-2013, Asse II, Attività B2 e per la parte restante dal Comune di Spello – ha permesso la riapertura della stessa porta e la costituzione di un collegamento tra l’area della Villa dei Mosaici di Spello e quindi via Sant’Anna con i vicoli di Via Borgo San Sisto, riattivando anche l’ingresso dell’ormai perduta chiesa di San Sisto. “Il recupero di Porta Borgo San Sisto è un ulteriore elemento di valorizzazione della città di Spello – ha commentato il sindaco Landrini durante la cerimonia -; l’intervento complessivo ha permesso di integrare gli accessi alla città, consentendo l’ingresso a percorsi pedonali unici e particolarmente suggestivi come i vicoli fioriti di Borgo San Sisto e quelli limitrofi alle mura urbiche, avvicinando alcuni luoghi, monumenti e opere d’arte dalla straordinaria bellezza: penso ai mosaici della Villa Romana in località Sant’Anna, a Porta Consolare, Porta San Sisto e via Consolare per raggiungere in pochi passi la Cappella del Pintoricchio nella Chiesa di Santa Maria Maggiore. Questa opera, molto attesa dai cittadini che circa 15 anni fa furono anche promotori di una petizione molto partecipata, è la testimonianza di come tra gli obiettivi prioritari di questa Amministrazione ci siano la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale della città con una visione della stessa attuale, ma soprattutto futura. Mi riferisco ad altri due importanti interventi già finanziati tramite bando PSR che partiranno nel 2019: il primo stralcio del restauro del tratto di mura urbiche che vanno dalla torre di Santa Margherita (sede fondazione Sinisca) fino a Porta Venere e il primo stralcio dell’Anfiteatro romano, uno dei capolavori romani presenti a Spello testimone del periodo glorioso della Colonia Iulia”. L’assessore regionale Cecchini nel riconoscere la grande vivacità e passione all’Amministrazione di Spello ha messo in evidenza l’importante lavoro quotidiano e di programmazione per finanziare i progetti e trovare le risorse attraverso diversi canali. “Queste azioni – ha precisato - rientrano all’interno del QSV- Quadro strategico di valorizzazione che permette di tenere insieme gli interventi e farli ragionare tra di loro al fine di riqualificare, restaurare e rendere il più possibile fruibile uno dei centri storici e borghi più belli d’Italia”. La Sabatini, nel rimarcare il ruolo dello Stato finalizzato alla tutela del bene riscoperto e la sinergia tra tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione del progetto, con una interessante visita guidata ha illustrato ai cittadini gli elementi archeologici e il complesso lavoro di restauro. Infine, l’ing. Meschini, nel parlare del progetto dal punto di vista tecnico, ha sottolineato quanto sia stato importante per la riuscita dell’intervento la collaborazione di un gruppo di lavoro formato da più competenze disciplinari. Porta Borgo San Sisto prende il nome dalla perduta chiesina medievale di San Sisto, risalente all’epoca romana come emerse dagli scavi condotti nel 1987 per il restauro delle mura. In quell’occasione, vennero rimesse in luce le fondazioni con il piano stradale e i piedritti, gli elementi architettonici verticali portanti, fino all’imposta dell’arco medievale. I materiali utilizzati per l’opera di recupero e di restauro, sono compatibili con i manufatti storici, il tutto in stretta sinergia con le Soprintendenze dell’Umbria.

Foligno/Spoleto
29/10/2018 14:15
Redazione
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