Tragedia della chirurgia estetica: una donna tifernate è deceduta a Città di Castello dopo essersi sottoposta a un intervento di lifting facciale in una struttura privata. Secondo quanto emerge dagli atti giudiziari, la paziente si era affidata a uno studio per un'operazione di chirurgia plastica elettiva, nello specifico un lifting cervico-facciale secondario accompagnato dalla rimozione di xantelasmi. Subito dopo la procedura, tuttavia, la situazione è precipitata. La paziente era stata infatti ricoverata d'urgenza presso l'Azienda ospedaliera in stato di coma, a causa di una sospetta tossicità da anestetico locale. Le sue condizioni erano apparse fin da subito critiche, tanto da far registrare una prognosi riservata e una gravissima compromissione neurologica riconducibile a uno stato di coma per encefalopatia ipossica-ischemica. Nel corso dei mesi successivi il calvario clinico della donna ha visto diversi trasferimenti: prima nel reparto di rianimazione di un'altra struttura ospedaliera del territorio e infine in una residenza assistenziale, dove si è consumato l'epilogo fatale. Sulla vicenda la magistratura ha acceso i fari per chiarire eventuali responsabilità mediche, far luce sulle procedure seguite durante l'intervento in regime privatistico e accertare la corretta somministrazione dei farmaci anestetici, verificando ogni singolo passaggio di un iter operatorio trasformatosi in un dramma insostenibile.