Il turismo continua a crescere ad Assisi, che - sottolinea il Comune - spinge tutto il territorio e l'Umbria intera con numeri sempre più importanti: nel comprensorio oltre 850mila presenze nel primo semestre del 2026 (circa 339mila nei primi tre mesi e 517mila nei secondi tre), circa il 9% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. I dati - forniti da Turismatica, servizio della Regione Umbria per le statistiche sul turismo - evidenziano come l'ostensione, lo scorso febbraio, delle spoglie di san Francesco abbia dato un forte input al flusso di visitatori nel periodo invernale. Un trend che poi è continuato ad aumentare in primavera, grazie anche a un'offerta sempre più ampia e qualificata e a una campagna di promozione nazionale che ha posizionato Assisi non solo come riferimento imprescindibile per vivere il grande centenario francescano, ma anche come meta turistica ideale fra arte, cultura, natura ed eventi. A trainare il flusso sono principalmente i turisti italiani, mentre sono in calo rispetto al 2025 quelli stranieri. Una diminuzione legata al difficile contesto internazionale, che ha fatto mancare soprattutto i visitatori extra europei. "I dati sono molto positivi - osserva Valter Stoppini, sindaco di Assisi - nonostante il calo degli stranieri e la generale crisi economica e sociale che interessa il nostro Paese, dove il carburante è sempre più caro e il costo della vita sempre più pesante. Attrattività, offerta turistica di qualità e capacità di accoglienza battono le difficoltà. Assisi spinge il turismo umbro ed è una delle mete di vacanza più amate d'Italia. La tendenza di questi giorni ci lascia intuire che nei prossimi mesi presenze turistiche e visitatori continueranno ad aumentare". "I numeri - sottolinea Fabrizio Leggio, assessore al turismo di Assisi - confermano che, grazie agli eventi del centenario e all'ostensione delle spoglie di san Francesco, Assisi contrasta la crisi internazionale e migliora il dato delle presenze nel primo semestre 2026 rispetto allo scorso anno, in controtendenza rispetto al quadro nazionale. Il calo dei turisti stranieri, estremamente accentuato sul fronte del mercato asiatico, dimostra l'incidenza delle guerre nell'industria turistica, che hanno portato alla chiusura di scali aeroportuali fondamentali e all'impennata dei costi dei voli aerei. Assisi e l'Umbria reggono anche grazie all'importante lavoro della Regione che, per la prima volta, ha investito in maniera importante nei collegamenti e continua ad investire in modo significativo nella promozione e comunicazione".