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Sentenze del Tar sull'appalto per servizi nelle sedi comunali

Interviene il tar sui servizi per le sedi comunali
“Il Comune di Città di Castello si è attivato per dare esecuzione alla sentenza del Tar dell’Umbria sulla gara d’appalto per i servizi di front office e back office relativi alla gestione della biblioteca comunale e di uscierato presso le sedi comunali di piazza Gabriotti e le sedi comunali distaccate, procedendo con le modalità indicate dal Consiglio di Stato, cioè rinnovando la procedura di gara, previa nomina di una nuova commissione”. Così il sindaco Luciano Bacchetta, leggendo una nota dei dirigenti comunali responsabili, ha chiarito l’azione del Comune a seguito della sentenza del Tar dell’Umbria del 27 maggio 2014 sulla procedura di gara risalente al 2013, che era oggetto dell’interpellanza dei consiglieri Braganti (Patto Civico per Città di Castello), Colombo (Idv) e Mancini (Lega Nord). Con il documento i consiglieri chiedevano di conoscere “l’iter burocratico ed amministrativo inerente il bando di gara ed il suo esito”, sollecitavano il sindaco a “vigilare sul rispetto delle normative ln materia e soprattutto a garantire la trasparenza delle commissioni chiamate ad operare nelle gare dl appalto indette dal Comune dl Citta dl Castello e chiedevano di conoscere “i provvedimenti adottati ln seguito all’annullamento del bando di gara”. Il capogruppo del Patto Civico per Città di Castello Cristian Braganti aveva ricordato la genesi dell’iniziativa, che risponde all’esigenza di comprendere quale sia l’azione dell’amministrazione comunale nella gestione dei bandi di gara, “alla luce di una sentenza del Tar che ha annullato l’intera procedura attivata per la biblioteca comunale e le sedi municipali, rilevando che la commissione giudicatrice non ha lavorato in modo oggettivo, ma discrezionale”. “Siamo allibiti dalle parole che abbiamo appreso nei giorni scorsi – aveva puntualizzato Braganti rivolgendosi al sindaco – perché il Comune ha fatto una nuova commissione e ha riaffidato il servizio e vorremmo capire chi le ha dato il potere di fare questo”. “La sentenza annulla le operazioni di gara e i provvedimenti di aggiudicazione – aveva eccepito l’esponente della minoranza – per cui la gara andava rifatta da capo, non andava rifatta un’altra commissione”. Il sindaco Luciano Bacchetta ha replicato chiarendo “sto molto alla larga dalle gare e dai bandi, perché il sindaco non ha alcun potere in questa materia, quindi non ho colpe né meriti, perché sono atti amministrativi, che pertengono ai dirigenti”. “Non mi compete e ritengo anche che non sia moralmente giusto ed elegante che io abbia una qualunque parte in queste procedure”, ha aggiunto il primo cittadino, che ha riferito all’aula le considerazioni dei dirigenti responsabili del procedimento amministrativo in questione. Bacchetta ha puntualizzato che il Comune dal suo insediamento procede all’affidamento degli appalti alle cooperative sociali attraverso procedure pubbliche, “con una scelta politica precisa che punta a garantire opportunità a tutte le cooperative presenti nel territorio e dare a tutte le stesse opportunità di presentare progetti di inserimento lavorativo”. Con delibera di giunta del dicembre 2010 si è proceduto alla all’individuazione dei criteri con cui andare all’affidamento degli appalti, che finora sono serviti per sette gare per servizi. Il sindaco si è soffermato sui rilievi del Tar, sottolineando che le eccezioni del tribunale hanno riguardato le valutazioni effettuate dalla commissione attraverso la formulazione di una giudizio corrispondente ad un valore numerico indicato su un apposita griglia facente parte della lettera di invito, che ha caratterizzato anche tutte le altre procedure analoghe effettuate. Il tribunale amministrativo ha evidenziato che non sia sufficiente l’espressione di un giudizio a cui si ricollega un punteggio per giustificare una valutazione, ma è necessario esplicitare una motivazione più articolata. La relazione dei dirigenti comunali ha messo in evidenza che nella stessa data della sentenza che ha riguardato Città di Castello il Tar si sia pronunciato in maniera analoga anche nei confronti del Comune di Todi, lasciando pensare a una volontà di consolidare un orientamento giurisprudenziale volto al superamento della semplice espressione del giudizio, orientamento che in altri Tar in Italia hanno ritenuto legittimo. Il sindaco ha dato conto della nomina di una nuova commissione il 9 giugno scorso, della quale hanno fatto parte il segretario generale del Comune e due membri esterni all’amministrazione, dipendenti dei Comuni di Umbertide e San Giustino, che ha proceduto all’aggiudicazione dell’appalto di nuovo alla Cooperativa Il Poliedro, già vincitrice della gara annullata dal Tar. Per decisione del giudice le spese legali previste in sentenza, pari a 3 mila euro oltre Iva e Cap, saranno suddivise al 50 per cento tra il Comune e la Cooperativa Il Poliedro e l’esborso che sosterrà l’amministrazione verrà sottoposto alla procedura del riconoscimento del debito fuori bilancio, con la pratica che sarà inviata alla Corte dei Conti. I dirigenti responsabili hanno sottolineato che “il Comune in questi anni ha profondamente innovato in materia di affidamento di servizi alle cooperative sociali anche in linea con le indicazioni delle leggi regionali”, ma non hanno nascosto che “dopo una vicenda come quest’ultima, si imponga una riflessione sull’opportunità di procedere ancora con questa tipologia di gare per affidamenti di 12 mesi od optare per affidamenti pluriennali con gare europee”. Il capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini aveva rimarcato che l’obiettivo dell’interpellanza fosse di portare a conoscenza del consiglio comunale la situazione per porre la questione di una riflessione sulle modalità di gestione di queste procedure. “Il nostro intento – aveva sottolineato Mancini – era anche di sollecitare una valutazione dell’amministrazione comunale dei risultati degli affidamenti dei servizi, visto che al momento non esiste niente di analitico”. “Non pensate di risolvere le scelte politiche con i bandi europei, perché i metodi di aggiudicazione sono gli stessi, con la differenza che si presentano anche imprese più smaliziate dal ricorso facile”, ha ammonito il consigliere del Polo Tifernate Manuel Marghelli. “È chiaro che in questa procedura c’è stato un errore perché la commissione non ha dato una motivazione giusta e adeguata”, ha puntualizzato Maraghelli, che ha espresso “il dubbio che la gara andasse del tutto annullata, anziché procedere con una nuova commissione”. Di “un problema di gestione delle procedure di gara sollevato dal Tar non dalla nostra interpellanza” ha parlato il capogruppo dell’Idv Roberto Colombo, che ha sottolineato: “ci sembra grave che il Tar parli di assoluta discrezionalità”. Il rappresentante della minoranza ha richiamato l’attenzione anche sul fatto che “se mancava solo l’esplicitazione delle motivazioni dei punteggi, ma per il resto era tutto a posto, non si capisce perché la seconda commissione abbia dato punteggi diversi”.
Città di Castello/Umbertide
09/07/2014 12:16
Redazione
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