La fotografia in bianco e nero del maestro indiscusso Mario Giacomelli. Ma anche lo sguardo sull'Umbria del 1955 con Fulvio Roiter. Oppure i paesaggi e i contesti urbani umbri fotografati da Luigi Spina. Sono loro i protagonisti di "Grandi fotografi per l'Umbria. Mario Giacomelli, Fulvio Roiter e Luigi Spina", una mostra dedicata a tre grandi interpreti della fotografia italiana e alla loro capacità di restituire, attraverso linguaggi e sensibilità differenti, l'identità e il paesaggio della regione. L'esposizione, inaugurata oggi, andrà avanti alla Galleria nazionale dell'Umbria a Perugia fino al primo novembre. Il percorso espositivo propone un'ampia selezione di 55 opere fotografiche delle 106 che sono recentemente entrate a far parte della collezione del museo perugino. Le immagini di Giacomelli, Roiter e Spina, come ha sottolineato la delegata alla direzione del museo Veruska Picchiarelli durante la presentazione alla stampa, costituiscono il primo significativo nucleo di fotografia contemporanea acquisito dalla Galleria grazie a due edizioni dell'avviso pubblico Strategia fotografia, emanate rispettivamente nel 2024 e nel 2025 dalla direzione generale Creatività contemporanea del ministero della Cultura. L'interesse della Galleria nazionale dell'Umbria nei confronti della fotografia affonda le proprie radici in un percorso di valorizzazione avviato da molti anni e ha trovato, dal 2024, un ulteriore impulso con la nascita di "Camera oscura", la rassegna espositiva a cura di Marina Bon Valsassina e Costanza Neve dedicata ai grandi interpreti dell'ottava arte, accompagnata dalla creazione di uno spazio specificamente destinato ad essa lungo le sale del museo. "Grandi fotografi per l'Umbria - ha spiegato Picchiarelli - si inserisce nel più ampio piano di valorizzazione del patrimonio della Galleria, con iniziative volte a raccontare le nuove acquisizioni che, nel corso di oltre un decennio di autonomia, hanno contribuito ad arricchirne e ampliarne la collezione. La mostra rappresenta, in questo senso, un ulteriore passo nella costruzione di una raccolta capace di mettere in dialogo la grande tradizione storico-artistica conservata dalla Galleria con i linguaggi della contemporaneità, confermando la fotografia come uno strumento privilegiato per osservare, interpretare e restituire il rapporto tra arte, territorio e memoria". La mostra si apre con le foto di Mario Giacomelli, qui però rappresentato da una serie di rarissimi scatti a colori dedicati all'esplosione della primavera nell'Appennino umbro. Sono immagini nelle quali il confine tra realtà e pittura sembra dissolversi. Attraverso l'obiettivo di Fulvio Roiter, l'Umbria degli anni '50 appare come una terra ancestrale, nella quale comunità e paesaggio convivono in un equilibrio profondo. A queste visioni si affianca lo sguardo di Spina, pienamente contemporaneo, che restituisce tuttavia una particolare sospensione del tempo, capace di evocare la dimensione spirituale e contemplativa dei luoghi francescani. Al fotografo Spina, si deve inoltre l'ideazione del percorso della mostra, mentre il progetto di allestimento è stato curato da Maria Elena Lascaro e Virginia Lanti.

Perugia
18/09/2026 16:40
Redazione