"Una soluzione fiscale in grado di far emergere il sommerso del settore e consentire, allo stesso tempo, la piena tracciabilità del tartufo raccolto e commercializzato, tutelando la produzione nazionale e la tipicità dei prodotti locali: è, questo, il perno della proposta di legge "Disposizioni in materia di raccolta, coltivazione e commercio dei tartufi" all' esame della XIII Commissione Agricoltura della Camera dei deputati, illustrata dal primo firmatario, il deputato Massimo Fiorio, vicepresidente della Commissione Agricoltura, in un convegno a Città di Castello.
Fiorio - riferisce un comunicato della Regione Umbria - ha annunciato che "lunedì prossimo è prevista la riunione del tavolo tecnico istituito presso il ministero delle Politiche agricole per la redazione della proposta di Piano nazionale della filiera del tartufo 2017-2020, propedeutico alla nuova normativa alla quale si sta da lavorando da anni, che sia capace di tutelare cercatori e consumatori e che da tempo è attesa dal settore. Se negli anni precedenti l' iter si è più volte arenato, negli ultimi tempi la proposta di legge che mi vede come primo firmatario ha subito un' accelerazione in seguito ad alcune novità intervenute, quali la riduzione dell' Iva per i tartufi dal 22 al 10 per cento e l' attacco sferrato al sistema agroalimentare italiano da parte dei Paesi extraeuropei e anche dalla Gran Bretagna, che è in uscita dall' Unione europea".
A tutela del tartufo italiano e della sua qualità, la proposta di legge - ha specificato Fiorio - prevede anche l' uso della leva fiscale come strumento per la tracciabilità del prodotto. I cercatori vengono suddivisi in due fasce in base al reddito derivante dalla vendita del prodotto: per gli occasionali, fino a 7.000 euro, è previsto un pagamento forfettario di 100 euro, che tiene conto delle spese che il raccoglitore sostiene per la manutenzione delle zone tartufigene, l' allevamento e l' addestramento dei cani; ai professionali, quindi dotati di partita Iva, con reddito derivante dalla vendita dei tartufi superiore ai 7.000 euro, si applica il regime fiscale normale". "Vogliamo accelerare l' esame della proposta di legge - ha detto ancora Fiorio - per approvare almeno in Commissione Agricoltura un testo di legge organica, sul quale si può ancora intervenire per migliorarlo, ma vista la ristrettezza dei tempi per l' approssimarsi della fine della legislatura vogliamo intanto assicurare almeno l' applicazione di questa soluzione fiscale all' interno della Legge di bilancio 2018 ora all' esame del Senato. È un treno esigenze del settore". Tra gli altri punti Fiorio ha ricordato la da non perdere per rispondere alle della proposta di legge, l' onorevole distinzione fra tartufaie controllate e coltivate, l' attenzione per la manutenzione dei terreni e la difesa delle tipologie dei tartufi italiani con un "no" netto all' introduzione del tartufo cinese, "altamente invasivo, che comprometterebbe le produzioni autoctone".
Città di Castello/Umbertide
01/11/2017 17:39
Redazione